13 Gennaio 2017

Per Nuova Etruria sindacati in allarme temono il taglio di centinaia di posti

    Per Nuova Etruria sindacati in allarme temono il taglio di centinaia di posti

    MAURIZIO BOLOGNI SU 4.700 unità di forza lavoro totale in servizio nelle banche Nuova Etruria, Marche e CariChieti, c’ è chi pronostica 900 esuberi, chi fino a 1.700 (il 30% circa). E poi chiusura di filiali, snellimento di centri direzionali, riduzioni di trattamenti economici e normativi. Il giorno dopo l’ annuncio che Ubi ha formalizzato la proposta di acquisto delle tre good bank al prezzo simbolico di un euro, ad Arezzo il sindacato è vigile e allarmato. «Quella dei tagli a priori è un logica vecchia e inaccettabile, prima si parli dei piani industriali di rilancio, poi degli eventuali adeguamenti di personale necessari, in caso contrario siamo pronti a dare battaglia», dice Maria Agueci, responsabile Fisac Cgil Nuova Banca Etruria. Di numeri relativi al personale, per la verità, Ubi non ha ancora parlato ufficialmente. Ha però comunicato di puntare ad una «razionalizzazione della forza lavoro e delle filiali», oltre che all’ integrazione del sistema informativo in Ubi Banca, per arrivare ad «una riduzione degli oneri operativi del 30% nel 2020». E i rumors vanno tutti nella direzione di tagli pesanti. «Sia chiaro, allora – spiega Agueci – che delle tre good bank, Nuova Etruria è quella che più è stata alleggerita di personale negli ultimi anni, dal 2012 sono usciti 500 colleghi, ora siamo meno di 1.500 e con altre 150 uscite concordate entro il 2019. Nel settore bancario siamo tra quelli con gli stipendi più bassi e dal 2015 abbiamo una solidarietà che costa a ciascuno di noi una mensilità all’ anno». Eppure una compressione della direzione generale di Arezzo sembra inevitabile, di fronte alla necessità per Ubi di ridurre i costi e all’ opportunità di evitare funzioni doppione nelle varie sedi delle banche ricondotte sotto un unico cappello. «Chiederemo – ribatte in proposito Agueci – che Ubi operi come già sta facendo nei territori dove è presente e dove sta mantenendo macro aree territoriali. Anche perché la conservazione di funzioni di back office sul posto è necessaria. Per il personale eventualmente in eccesso, valuteremo insieme le possibilità di ricollocazione nelle rete ». Intanto il Codacons lamenta che «i rimborsi automatici in favore degli ex subobbligazionisti retail di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, coprono meno della metà delle perdite subite dai piccoli risparmiatori. Quando tutte le pratiche saranno espletate, gli indennizzi raggiungeranno quota 190 milioni di euro, appena il 44% di quanto perso dagli obbligazionisti. Il valore delle obbligazioni azzerate per i 12.500 risparmiatori retail delle 4 banche ammonta infatti a 431 milioni di euro ». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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