Per Mario Draghi dovrebbe essere la concorrenza ad abbassare i costi per i consumatori
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fonte:
- La Stampa
Per Mario Draghi dovrebbe essere la concorrenza ad abbassare i costi per i consumatori, meglio e prima delle leggi. Per Tommaso Padoa-Schioppa, certe leggi per tutelare i consumatori il governo non le avrebbe fatte se tra i banchieri ci fosse stata “una concorrenza più attiva“. Per le associazioni dei consumatori, il guaio è che le leggi restano in parte inapplicate, eluse con vari trucchi, complici tra loro. Per i banchieri, sono inefficienze esterne, del Paese, a pesare sui costi dei loro servizi alla clientela. Questi sono i punti di vista che si contrappongono; mentre l`impopolarità delle banche resta grande tra gli italiani, che se ne sentono vessati. Alle associazioni dei consumatori il discorso del governatore della Banca d`Italia è piaciuto, ma chiedono che si passi dalle parole ai fatti. La storia recente è di buone intenzioni di cui si riscontrano poche tracce agli sportelli bancari; E leggi, come la “lenzuolata“ Bersani l`anno scorso, che stentano ad essere applicate. Sul sito internet “Patti chiari“ promosso dall`Associazione bancaria, è possibile comparare le condizioni dei servizi. Ma la “portabilità“ dei conti correnti, la facoltà di passare da una banca a un`altra che offra condizioni migliori, senza dover affrontare spese di chiusura del conto o altri disincentivi, a un anno dal decreto Bersani non è ancora realizzata appieno. Draghi lo riconosce: “le nuove norme hanno dato adito a diffocoltà interpretative, i progressi sono insufficienti“. La “portabilità“ dei mutui? Secondo i consumatori siamo ancora a zero: Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori sfidano l`Associazione bancaria a “trovare una sola banca che abbia applicato il decreto Bersani sulla surroga e sulla portabilità dei mutui“. Né sarebbero state cancellate “le ipoteche senza spese sui vecchi mutui, dove vengono richiesti anche 1.000 euro, in aperta violazione della legge“. Solo in qualche caso le banche più efficienti precorrono le norme. E` accaduto, secondo Draghi, per la commissione di massimo scoperto “che talune banche hanno già soppresso“. In altri casi nulla si muove. Il ministro Pierluigi Bersani non esclude nuovi interventi di legge: “se non ci si arriverà con il mercato, con la competizione e con il buon senso può essere che poi si possa intervenire anche con le norme“. La priorità è, a giudicare dalle parole usate dal governatore, mettere ordine nei prestiti alle famiglie: credito personale, cessioni del quinto, acquisti a rate. Qui prospera una categoria di “mediatori“ (parecchie decine di migliaia), alcuni di quali sono in contatto anche con usurai, o compiono “esercizio abusivo dell`attività bancaria“. Il governo ha appena approvato un disegno di legge. Draghi lo trova “apprezzabile“ ma incita le banche a fare, senza aspettare che il Parlamento lo approvi, pulizia di loro iniziativa, per tutelare “la propria reputazione“.
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