6 Marzo 2006

Per luce e gas l?ennesimo rincaro da aprile

TARIFFE. Il centro di ricerche industriali: l?Authority sarà costretta ad aumentare i prezzi

Per luce e gas l?ennesimo rincaro da aprile

I consumatori: ogni famiglia spenderà altri 28 euro in più, ci rivolgeremo al Tar




Roma. Stangata in arrivo per la bolletta di luce e gas. Dal primo aprile scatterà un aumento del 2,1 per cento per l?energia elettrica e del 2,2 per cento per il metano: «tradotto» in moneta, significa un rincaro di 28 euro nella spesa complessiva delle famiglie italiane. A fare i calcoli è stato il centro di Ricerche industriali energetiche (Rie) di Bologna che ha giocato d?anticipo sull?Authority del settore il cui aggiornamento trimestrale è atteso per l?inizio di aprile.
Si tratta solamente di una previsione, ma i consumatori partono immediatamente all?attacco. Il Codacons ha annunciato un ricorso al Tar contro questi aumenti, definiti «inaccettabili».
Prendendo in esame il corso delle quotazioni del greggio e della borsa elettrica, il Rie stima che l?adeguamento si tradurrà in un maggior onere, per una famiglia tipo, di 6,6 euro all?anno nella tariffa elettrica. Più salato si annuncia il rincaro del gas.
Dal primo aprile, considerato che per i piccoli consumatori la spesa incide circa due volte e mezza in più rispetto a quella dell?elettricità, l?aggravio raggiungerà i 21 euro all?anno. Complessivamente sul bilancio domestico potrebbe gravare un costo extra di 28 euro.
In questo modo – denuncia una nota del Codacons – «l?emergenza gas sarà scaricata con ingenti costi sulla collettivita».
Ad alimentare le polemiche interviene l?Eurispes, che ha confrontato l?andamento delle due materie prime negli ultimi dieci anni. Risultato: il prezzo del gas è aumentato di nove volte, e quello del petrolio di quattro volte, malgrado l?«effetto scudo» dell?euro.
Alla base di questa tendenza rialzista delle tariffe – dicono Adusbef e Federconsumatori, c?è «un?azione inefficiente e inefficace del governo, che ha lasciato orfano il Paese di un vero e serio piano energetico basato su risparmi, energie alternative e diversificazioni delle provenienze delle fonti energetiche, a partire da quelle importantissime del gas metano». Il governo – dicono – è stato «solo capace, nel settore energetico, di aumentare la tassazione dei carburanti attraverso l?aumento dell?accisa di ben 4 centesimi al litro senza contare quello automatico derivante dall?Iva, incassando così tre miliardi di euro in più: alle famiglie italiane non bisogna più chiedere risparmi e abbassamenti delle temperature nelle case. Occorrono una seria politica energetica e un serio governo».
Si complica il lavoro dell?Authority alle prese con il prossimo adeguamento delle tariffe che dovrà tener conto del caro-petrolio e dell?andamento dei mercati internazionali. Sarà molto difficile ripetere il miracolo compiuto a fine anno, quando la delibera dell?organismo presieduto da Alessandro Ortis ritoccò appena le tariffe energetiche dell?1,3 per cento limitando l?effetto trascinamento del caro-petrolio sulle bollette.
Ad aggravare la situazione del secondo trimestre 2006 potrebbero aggiungersi i costi del decreto straordinario varato dal governo per affrontare il taglio delle forniture di gas dalla Russia: si tratta di 250 milioni di euro che potrebbero finire a far da carico sulla prossima bolletta.
Ma le sorprese sgradevoli non finiscono qui. Perché su questo versante grava come una spada di Damocle la decisione del Consiglio di Stato che il 21 marzo dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dall?Authority contro la sospensione decisa dal Tar della delibera sull?abbattimento dei costi riconosciuti ai distributori.
Nel caso in cui l?organo di giustizia amministrativa accolga l?istanza, la restituzione di quelle somme alle imprese rischia di far lievitare le bollette del quattro-cinque per cento.


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