22 Giugno 2007

Per loro davvero gli esami non finiscono mai

Per loro davvero gli esami non finiscono mai. Anzi, a dirla tutta, per loro non sono mai neppure iniziati. Come due giorni fa, infatti, anche ieri per oltre 300 privatisti romani le porte di molte scuole paritarie della capitale sono rimaste chiuse. E così molti candidati esterni, a luglio, dovranno sostenere non solo il tema d`italiano, ma anche la seconda prova. Caos, disagi e proteste ancora una volta hanno coinvolto gli istituti paritari Kennedy e De Nicola. Ma questa volta la maturità è stata bloccata anche per 70 ragazzi del Giangaleazzo Visconti, che mercoledì avevano svolto la prima prova, e che sempre ieri sono stati avvisati dell`improvviso cambio di rotta “solo alle 7.30 del mattino“. Dovranno aspettare ancora molto prima di dire addio alla maturità . E non solo per svolgere la prova d`italiano, datata 4 luglio, ma anche per affrontare la seconda prova, che ci sarà il 5. Diversi problemi hanno coinvolto gli studenti: comunicazioni in ritardo, disguidi, “anche se – assicurano dall`ufficio scolastico regionale – tutti i provvedimenti sono stati comunicati alle scuole in tempo, in modo da garantire ai candidati esterni di poter sostenere gli esami“. Al De Nicola, “solo alle 10 del mattino“ i privatisti hanno scoperto gli istituti statali dove potevano sostenere le prove: il Gullace al Tuscolano e il Francesco d`Assisi a Centocelle. La maturità non è saltata solo per i 100 ragazzi che due giorni fa non avevano sostenuto la prima prova, ma anche per i 70 studenti dello scientifico che mercoledì erano stati graziati “con riserva“. Anche loro ieri infatti sono stati bloccati dai commissari. E all`esterno dell`istituto è scoppiato il caos. “Le scuole statali dove trasferire i ragazzi per l`esame, sono state comunicate in ritardo – assicura il gestore dell`istituto De Nicola, Domenico Antimi – in questa occasione, si poteva risolvere tutto recependo la sospensiva disposta dal Tar“. Problemi diversi al Kennedy. Qui, infatti sono stati gli stessi privatisti a rifiutarsi di svolgere le prove negli istituti pubblici indicati. Molti hanno presentato certificati medici. Ma la loro battaglia, alla fine, ha portato ottimi risultati visto che “ieri con un decreto urgente, il Consiglio di Stato ha accolto l`appello degli studenti contro l`ordinanza del Tar che negava il loro diritto a svolgere l`esame di maturità nell`istituto di via del Corso“. “Con il risultato – affermano dal Codacons – che nella prossima sessione supplettiva per i malati i privatisti potranno sostenere le due prove perdute al Kennedy“. Porte chiuse ieri anche per alcuni studenti del Giangaleazzo Visconti che mercoledì, lì, avevano sostenuto la prova d`italiano con riserva. “Ieri – sostengono alcuni maturandi – ci hanno invalidato la prima prova“. “Alle 7.30 siamo stati informati che non potevamo più svolgere in quell`istituto nemmeno la seconda prova – racconta Damiano – Dopo due ore di attesa, la scuola ci ha messo a disposizione un pullman. Abbiamo girato per diversi istituti pubblici, tra cui Montale, De Sanctis, Manara che però non ci hanno accolto“. Tutto risolto invece al Nobel di via Galati, dove i 150 candidati esterni hanno regolarmente svolto la seconda prova nelle tre scuole prestabilite: Piaget, Lattanzio e Meucci. Il tema d`italiano, invece, come concordato, verrà recuperato il 4 luglio.

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