27 Gennaio 2010

Per lo smog indagato Penati

MILANO Si allunga la lista degli indagati a causa dello smog a Milano e provincia. Ieri è stata la volta dell’ ex presidente della Provincia, Filippo Penati, attuale coordinatore nazionale del Pd. Penati, infatti, è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ ambito dell’ inchiesta su presunte responsabilità degli amministratori in relazione all’ inquinamento ambientale. La contestazione mossa dai magistrati Nicola Cerrato e Giulio Benedetti è "un atto dovuto" che ha preso il via da un esposto presentato dal Codacons sul tema dell’ inquinamento dell’ aria e chiama in causa la violazione dell’ art. 674 del Codice penale che punisce il "getto pericoloso di cose in luogo pubblico". Vale a dire, gli indagati non avrebbero adottato i provvedimenti necessari per impedire il superamento, oltre i limiti di legge, della concentrazione di polveri sottili nell’ aria. Si tratta, cioè, dello stesso reato per cui sono già sotto inchiesta il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, nonché l’ attuale presidente della Provincia, Guido Podestà, successore dello stesso Penati. A Penati sono subito giunte manifestazioni di solidarietà da parte di rappresentanti della politica e delle istituzioni, prima tra tutti la testimonianza del presidente della regione, Roberto Formigoni, secondo il quale «il Codacons continua nelle sue sceneggiate», alimentando così «un farsa che sembra non avere fine». Immediata la replica del presidente di Codacons, Marco Maria Donzelli, che si dice «dispiaciuto e preoccupato», perchè non di sceneggiate si tratta «ma di un grave problema che secondo uno studio del Comune di Milan produce ogni anno nella sola città 26.151 disturbi acuti delle vie respiratorie superiori », oltre che innumerevoli altre malattie. Ma Letizia Moratti non ci sta. «A Milano – ha dichiarato il sindaco – non c’ è più emergenza di quanto non ci sia in altre città», dove «i giorni di sforamento » delle polveri sottili nell’ aria al di sopra dei limiti di legge «sono stati superiori ai nostri. Ma non risulta che altrove siano state adottate le stesse misure strutturali che abbiamo preso noi». E mentre Moratti si rivolge alle famiglie milanesi, chiedendo loro di abbassare le temperature dei termosifoni, l’ opposizione ha chiesto invece il blocco del traffico già da oggi. Provvedimento che il vicesindaco e responsabile del traffico cittadino, Riccardo De Corato, esclude di adottare. R.E.

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