Per l?Istat l?inflazione ad aprile è ferma al 2,7%
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fonte:
- Il Mattino
Il contesto economico internazionale è difficile: è attesa per quest?anno una «crescita modesta che potrà risollevarsi leggermente solo nel prossimo anno».
Questo lo scenario economico tracciato dall?Ocse a conclusione della Conferenza ministeriale, che indica tra le priorità «la crescita della partecipazione nel mercato del lavoro». «L?istruzione e la formazione, la rimozione della barriere per entrare nel mercato del lavoro e misure per incoraggiare le persone più anziane a rimanere al lavoro – si legge nel documento conclusivo – sono identificati come punti di politica comune».
Per sostenere la crescita economica, anche a fronte dei cambiamenti demografici, l?Ocse indica tra le vie da seguire quella dell?«incremento della produttività e del raggiungimento di un?appropriata flessibilità nel mercato del lavoro».
Nella progettazione delle riforme riguardanti il mercato del lavoro, occorrerà dunque trovare un giusto equilibrio tra «la rimozione delle rigidità e la protezione dei lavoratori più deboli, tra la necessità di aumentare l?economicità del lavoro e quella di garantire un adeguato livello di protezione sociale».
I ministri hanno anche discusso di pensioni, in particolare hanno rilevato che occorrerà verificare la sostenibilità degli esistenti regimi pensionistici alla luce dei problemi di finanza pubblica. I ministri – si legge ancora nel documento conclusivo – hanno anche rilevato la necessità di rinforzare la cooperazione multilaterale sulle questioni economiche.
Intanto sul fronte del caro-vita l?inflazione ad aprile è stabile come a marzo: 2,7%. Lo rivela l?Istat in base alle stimepreliminari. La variazione dei prezzi su base mensile è stata dello 0,2%. I dati dalle città campione davano invece un?inflazione al 2,8%, con variazione mensile dello 0,3%. L?inflazione nella zona euro, invece, dovrebbe essersi attestata ad aprile al 2,1%, in flessione rispetto al 2,4% del mese precedente. La previsione è dell?Eurostat, che ieri ha pubblicato la sua stima-flash. Il calo è più ingente del previsto: la maggior parte degli analisti – secondo Bank of America e Commerzbank – si aspettavano un tasso di aumento dei prezzi del 2,2%. Il dato definitivo verrà annunciato il 16 maggio. E sul caro-vita c?è il commento dei consumatori. Il dato preliminare dell?Istat «non solo è grave – dicono – da un punto di vista dell?aumento dei prezzi, ma continua a far dubitare sull?inesattezza dei dati».
Lo afferma l?Intesa dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc). Secondo l`Intesa «questa considerazione nasce da due valutazioni: la prima che le rilevazioni territoriali mostrano una difficile attendibilità e che quindi non registrano gli aumenti che invece i cittadini sopportano su tutte le filiere dei beni di largo consumo. Cioè l?alimentazione e l?abbigliamento.
La seconda è quella relativa alla inadeguatezza dei processi di modernizzazione di importanti settori e servizi che registrano aumenti quali il gas e l?elettricità, per non parlare delle polizze assicurative e degli affitti delle abitazioni. L?Intesa dei consumatori, quindi, ha chiesto «una incisiva operatività da parte del governo che fino adesso è stato latitante e non all?altezza dei problemi reali delle famiglie».
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