Per l`Istat la crescita a luglio si ferma all`1,6% contro l`1,7% di giugno
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Un passo indietro dell`inflazione Inflazione in calo nell`ultimo mese in Italia. L`indice Istat dei prezzi al consumo a luglio è sceso al +1,6% annuo, rispetto al +1,7% registrato a giugno, secondo la stima provvisoria diffusa ieri dall`istituto di statistica (+0,2% su base mensile). Anche dai prezzi alla produzione industriale di giugno (che “anticipano“ quelli al consumo) viene un segnale di raffreddamento: l`indice è cresciuto del 2,8% rispetto allo stesso mese del 2006 ed è il dato più basso dall`aprile 2004. Su base mensile, l`incremento è stato dello 0,2% (contro il +0,4 per cento di maggio). Ma torniamo ai consumi: è un`estate“fredda“sotto il profilo dei prezzi, conferma l`Ufficio studio di Confcommercio, ma sulla loro evoluzione in autunno vi sono “timori“ legati all`incognita greggio. Sulla base dei dati dei primi sette mesi dell`anno e “nell`ipotesi che le quotazioni del petrolio non subiscano ulteriori rialzi“, l`Isae prevede una crescita media dei prezzi nel 2007 pari all`1,8 per cento, con una riduzione di tre decimi di punto rispetto all`anno 2006. A incidere sul rallentamento dell`inflazione è soprattutto la dinamica del comparto dei beni energetici, che ha segnato un incremento congiunturale pari allo 0,3% a fronte, però, di un calo su base annua pari all`1% (contro il +1,3% di giugno). Più nel dettaglio, i carburanti hanno registrato un aumento pari allo 0,8% rispetto a giugno 2007 e una diminuzione dell`1,1% rispetto a luglio 2006. In particolare, la benzina verde ha registrato un incremento su base mensile pari allo 0,7% e un calo tendenziale dello 0,8%; il gasolio ha invece segnato un aumento congiunturale dell` 1,1% e un calo rispetto a luglio dell`anno scorso del 3,2%. Il buon andamento generale è sostenuto anche dalla riduzione dell`incremento dell`indice relativo ai tabacchi (+2,7% l`aumento tendenziale, in forte rallentamento rispetto al +5,7% del mese precedente). A tale situazione, fa però da contraltare una dinamica dei prezzi al consumo, soprattutto del settore alimentare, non altrettanto favorevole. Al top degli incrementi tendenziali più elevati registrati a luglio dall`Istat, infatti, si piazza il capitolo “servizi ricettivi e di ristorazione“, con un rialzo pari al 3,1%, seguito dal capitolo “prodotti alimentari e bevande analcoliche“, con un +2,4 per cento. Nel dettaglio, si evidenzia per i prodotti alimentari freschi un aumento pari al 3,1% (dal +3,3% di giugno) mentre per quelli lavorati si è registrato un incremento dell`1,9% (+2% a giugno). Guardando però ai singoli prodotti, si scopre come la spesa diventi più cara: la frutta ha registrato un incremento tendenziale pari al 6,5% (in accelerazione rispetto al +6,1% di giugno), il pesce è aumentato del 3,4% (+3,3% a giugno); in rallentamento invece la crescita dei prezzi della carne, che a luglio hanno registrato un incremento tendenziale del +2,3% (+2,9% a giugno). Quanto ai servizi abitativi sono in salita su base annua anche le tariffe per la raccolta dei rifiuti (+10,5%) e dell`acqua (+3,8 per cento). Critiche sui dati Istat le associazioni dei consumatori: secondo il Codacons si tratta di “speculazioni e aumenti ingiu-stificati dei prezzi di beni primari, il cui consumo cresce nel periodo estivo“, che vanno “punite“. Per Adusbef e Federconsumatori i dati sul calo dell`inflazione “sono smentiti dalla dura realtà delle famiglie “ che “per sopravvivere devono ipotecare perfino il loro futuro“. Per Adiconsum, “siamo di fronte a un quadro del Paese che non esiste “.
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