23 Aprile 2008

Per l’Istat a Roma si compra bene

Non ci si può lamentare:
la fotografia del livello
dei prezzi offerta dal rapporto
dell’Istat – Unioncamere
– Istituto Tagliacarne
su “Le differenze nel livello
dei prezzi tra i capoluoghi
delle regioni italiane”
racconta di una Roma in
cui fare la spesa non è ancora
una mission impossible
come in altri comuni capoluogo.
Infatti, guardando
a tre rilevanti settori merceologici
(alimentari, abbigliamento
e calzature, arredamento
e articoli per la
casa) per l’Istat la Capitale
è fra quelle «città con livelli
di prezzi inferiori fino al
5% rispetto alla media
nazionale». Dati contestati
dall’Adoc, l’associazione
nazionale per la difesa e
l’orientamento dei consumatori.
«È una fotografia
vecchia della realtà – spiega
a Metro Carlo Pileri, il
presidente – il problema è
che mentre prima la differenza
di prezzi tra Roma e
Milano, per esempio, era
notevolissima, oggi si è
assottigliata di molto: nella
Capitale i prezzi sono
aumentati, in proporzione,
molto più che altrove».
Il Codacons, qualche giorno
fa, ha denunciato che
dal 2001 ad oggi il prezzo
medio al dettaglio del riso
ha subito aumenti medi
dell`80%. Ai tempi delle lire,
infatti, un chilo di riso
costava l’equivalente di
1,52 euro; oggi lo stesso
prodotto costa mediamente
2,74 euro per chilo,
facendo segnare +10% solo
da gennaio a oggi.
Per Paolo Landi, segretario
generale dell’Adiconsum,
«la spesa a Roma resta molto
conveniente soprattutto
per quanto riguarda l’abbigliamento
e il settore
ortofrutticolo

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this