22 Giugno 2006

Per le firme false altri nove indagati

Quarta inchiesta sulle liste illegali di Alternativa Sociale e Lega Nord: e i firmatari denunciano gli autenticatori Per le firme false altri nove indagati



E` la quarta inchiesta aperta dalla procura sulle firme false presentate per le elezioni in provincia. E` stata innescata dal Codacons regionale che aveva presentato l`ottobre scorso un esposto dettagliato, corredato di perizia calligrafica, dimostrando che molte firme delle liste di Alternativa Sociale per la Mussolini e della Lega Nord erano state falsificate. E il Codacons aveva ragione: Procura e Digos hanno infatti verificato che di 200 firme prese a campione delle due liste, ben 170 erano false. Alla fine, 9 gli indagati, tra questi i consiglieri provinciali Alberto Alberti e Giovanni Cavicchi. Tra le 9 persone indagate vi sono autenticatori delle firme e presentatori delle liste, di solito simpatizzanti del partito che vuole partecipare alla competizione elettorale, in questo caso le Regionali del 2005. Primo tra gli indagati, il “recidivo“ Alberto Alberti, consigliere provinciale prima di Forza Italia, poi del gruppo misto e ora vicesindaco di Cento, dopo l`ultima tornata elettorale, coinvolto nel marzo del 2005 in un`altra inchiesta e che “confessò“ di aver falsificato le firme, pur in buona fede, perché si era fidato dei presentatori di Alternativa sociale, indagati e processati con lui. Con Alberti sono indagato anche Giovanni Cavicchi, consigliere provinciale della Lega Nord e, da quanto si è appreso, altri amministratori, tra cui un consigliere comunale di Comacchio di Forza Italia, un consigliere comunale di Copparo sempre per Forza Italia, mentre gli altri indagati sono militanti dei due partiti coinvolti, Alternativa sociale e Lega Nord. Dalla verifica degli inquirenti, procura e Digos, nessuno dei firmatari delle liste (i 200 verificati) sapeva di esser stato coinvolto nell`inganno delle liste elettorali: un inganno per cui gli stessi firmatari, parte offesa del reato, hanno presentato denuncia contro chi ha usato il loro nome nel modo del tutto arbitrario e illegale. Reato che gli indagati di turno si trasformerà in falso elettorale che, pur depenalizzato e convertito in pena pecuniaria, prevede ammenda fino a 2000 euro, ma è e rimane reato penale. Le firme false delle regionali 2005, si ricorda, fecero esplodere il caso delle firme false di Alternativa sociale per la Mussolini, in tutta Italia. Si trattò di una “truffa“ elettorale diffusa, perché – questa l`attenuante – è quasi impossibile per piccoli partiti raccogliere in breve tempo migliaia di firme per partecipare alle elezioni. Ma non tutti hanno truccato. Federico Saini, consigliere comunale di Forza Italia, e candidato alle Regionali, presentò una trentina di firme che dalla verifica della Digos sono risultate le uniche autenticate nel modo più corretto (e legale) possibile.

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