25 Agosto 2011

Per le famiglie inizia la caccia agli sconti per i corredi scolastici

Il Codacons parla di un aumento medio del 2% rispetto allo scorso anno, gli operatori del settore ribattono mostrando cartellini dove sono segnati prezzi al ribasso. Con settembre, si ripresentano, puntuali come ogni anno, le contrapposizioni tra consumatori e clienti sul costo del corredo scolastico. «Le rilevazioni non sono ancora finite, ma i nostri uffici hanno già rilevato un aumento dei prezzi rispetto al 2010 – sottolinea il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi -. Le amministrazioni locali attivino delle convenzioni con i punti vendita per permettere alle famiglie di acquistare tutto il necessario per la scuola senza salassi». Nessun aumento, rispondono le cartolibrerie che, invece, parlano di un calo dei prezzi di listino proprio per far fronte alla crisi e alla concorrenza dei grandi centri commerciali. La «guerra» a colpi di offerte tra grande distribuzione e piccoli esercizi è il risvolto di una medaglia che vede le famiglie continuamente impegnate nella ricerca del risparmio. C’ è chi offre in saldo le rimanenze di magazzino dello scorso anno e chi pratica forti sconti anche sugli ultimi arrivi. Tra zaino, astuccio, diario e quaderni, il costo medio di un kit base per la scuola si aggira sui settanta euro. La cifra lievita con tutto il corollario di penne, colori, compasso e album da disegno. Il «pezzo» più pregiato di questa particolarissima «campagna acquisti» autunnale resta lo zaino: il costo può variare dai 15 ai 75 euro, con l’ indice di preferenza sempre più orientato verso le grandi firme, veicolate dalle sirene pubblicitarie: «Nessun rincaro, anzi abbiamo abbassato i prezzi – spiega Carlo Lazzano, titolare di una delle più conosciute cartolibrerie di via Ernesto Basile -. La crisi si fa sentire e le famiglie sono in difficoltà, ma nonostante tutto i prodotti più ricercati restano sempre quelli griffati. La concorrenza con i centri commerciali? Puntiamo sull’ assortimento dei prodotti. La grande distribuzione offre poca possibilità di scelta rispetto ai nostri scaffali». Fuori, a pochi metri, campeggia un maxi cartellone pubblicitario di un centro commerciale che offre un buono a chi raggiunge una determinata quota di spesa in carrello. «Anche le grosse realtà sono in crisi – prosegue – e le offerte spesso non sono allettanti come sembrano». Dello stesso avviso anche Fabio Licciardi, che gestisce una cartolibreria in via Pindemonte: «Non ci sono stati rincari e cerchiamo di differenziarci evitando le marche troppo diffuse, che hanno ormai stancato la clientela».

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