Per la Scala biglietti introvabili Sono a prezzo triplicato sui soliti siti
di LUCA SALVI – MILANO – NON SI È ANCORA finito di digitare Riccardo Muti nella mascherina di ricerca su www.viagogo.it che subito vengono suggeriti di rimando Chicago Symphony Orchestra – Teatro alla Scala, Milano – 20 gennaio 2017 e Chicago Symphony Orchestra – Teatro alla Scala, Milano – 21 gennaio 2017, i due concerti che segneranno il ritorno del maestro napoletano sul podio del Piermarini. E fa niente che il tempio della lirica, proprio per i due eventi abbia stabilito di introdurre i biglietti nominali: all’ ingresso verrà controllato se sono intitolati a chi li ha comprati. Viagogo.it, Seatwave.it e altre piattaforme di secondary ticketing (bagarinaggio non autorizzato) li mettono in vendita alle solite tariffe esorbitanti: dai 114 ai 175 euro per le gallerie (da 12 a 95 euro il prezzo originale esclusa la prevendita), dai 260 ai 351 per i palchi (da 114 a 198 sul canale ufficiale ticketone.it) e 385 euro per la platea su Viagogo (a 198 euro da prezzario scaligero con prevendita). Seatwave, per la prima fila, si spinge a 431 euro che diventano 509 con la spesa di gestione. ANCHE I BIGLIETTI per la Traviata sono già online a prezzi rincarati, a soli cinque giorni dall’ apertura delle vendite ufficiali. Per la prima del 28 febbraio, Viagogo “offre” due ticket in settima fila, platea, a 659 euro l’ uno. Ma vanno acquistati in blocco: 1.318 euro la parcella totale. Più del doppio del prezzo ufficiale (300 euro compresa prevendita). Sbalordisce anche la messe di biglietti dati per disponibili. Se su Viagogo per i concerti di Riccardo Muti sono acquistabili in tutto 41 tagliandi e per la prima dell’ opera di Verdi ben 40, su Seatwave sarebbero addirittura 124 i posti ancora disponibili per il ritorno dell’ ex direttore musicale scaligero, 20 per la recita del 28 febbraio. Stando a Ticketone, in tutto i posti per Muti sono ancora 3 il 20 e 21 gennaio. Per la Traviata bollino rosso: per le sei recite si contano sulle dita di una mano. Torna così sotto i riflettori il mercato di biglietti online parallelo a quello ufficiale per il quale i bagarini comprano i biglietti utilizzando software sofisticati che consentono di accaparrarsi grandi quantità di tagliandi, rivenduti sulle solite piattaforme. Un caso esploso dopo la vendita dei biglietti dei due concerti dei Coldplay a Milano, finita sotto inchiesta. Su questo il Codacons ha annunciato un esposto alla Procura per la vendita online dei biglietti di Traviata alla Scala, introvabili fin dall’ apertura delle vendite sul web. I biglietti sarebbero stati messi in vendita alle 12, ma nonostante il tentativo di acquisto effettuato alle 12.01, gli sfortunati consumatori si sono ritrovati nell’ impossibilità di acquistare il desiderato biglietto. Disponibili solo quelli in vendita a 300 euro. DALLA SCALA fanno sapere che premesso che il Teatro è da tempo in prima linea nella lotta al bagarinaggio informatico e non, come testimoniano le ripetute diffide ai siti di vendita secondaria, nel caso in oggetto si è verificato un disservizio nella vendita online dovuto a un problema tecnico nel sistema Ticketone. [email protected].
luca salvi
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