Per la prima volta ricevuti da Fini a Palazzo Chigi
L?Intesa: è stato un incontro storico. Fiscal drag e caro Rc auto tra i temi affrontati
ROMA. «E? stato un incontro storico perchè per la prima volta siamo stati ricevuti a Palazzo Chigi su convocazione ufficiale del governo». Carlo Pileri, presidente dell?Adoc, è appena uscito dall?incontro con il vicepresidente del consiglio, Gianfranco Fini. Insieme a lui nella Sala Verde di Palazzo Chigi c?erano anche presidenti e segretari delle altre tre associazioni che compongono il cartello Intesaconsumatori (Federconsumatori, Adusbef e Codacons).
Da oggi i consumatori italiani sono ufficialmente una ?parte sociale??
«Qualcosa è cambiato. Questo è il primo incontro, significa che altri ce ne saranno. E significa anche che alcuni dei temi che abbiamo proposto al governo saranno oggetto di discussione anche quando sul tavolo ci sarà la Legge Finanziaria».
Per esempio la restituzione agli italiani del Fiscal Drag (l?aumento di tasse dovuto all?inflazione)?
«E? una delle proposte che abbiamo fatto a Fini. Non ci ha risposto, ma è chiaro che di questo si parlerà in sede di Finanziaria. Come di molti altri provvedimenti che riguardano i consumatori. Per esempio la cancellazione della legge ?salva compagnie?, quella che permetterebbe da sola di tagliare i costi della Rc Auto, la liberalizzazione dei saldi».
Fra i problemi c?è quello del caro-benzina. Voi avete le vostre idee, per esempio su accise e tasse.
«Su tasse e accise, ci ha detto Fini, non c?è niente da fare: non si toccano. Il caro-benzina si combatte con la modernizzazione della rete, la liberalizzazione dei punti vendita con i distributori nei grandi centri commerciali, e con i cartelli che avvertono che prezzo si incontrerà nelle prossime stazioni di rifornimento. Poi c?è l?Iva sul gas a uso domestico: vogliamo che sia uniformata al 10%».
Sugli accordi con commercianti e distribuzione, invece, qualcosa si muove?
«Sì, Fini ha detto che intende spostare su scala nazionale l?accordo annunciato a Torino dal ministro Domenico Siniscalco, con blocco dei prezzi e diminuizioni del 2%».
Avete proclamato per dopodomani lo sciopero della spesa. Cosa vi aspettate da questa iniziativa?
«Innanzitutto non è uno sciopero per colpire i commercianti. Non diciamo non comprate più, diciamo invece di non comprare dopodomani. Vogliamo che giovedì sia una giornata simbolo, un po? come quando si accende la luce o si mette una candela alla finestra. Più gente eviterà di entrare nei negozi, di prendere la macchina, di andare al cinema, più grande sarà il potere che abbiamo per andare a chiedere al governo una lotta al caro-prezzi».
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