PER LA PRIMA volta approda in Corte d`Appello il caso del crac dei bond argentini
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fonte:
- La Nazione
E` la banca, uscita sconfitta in primo grado, che chiede a sua volta al cliente la restituzione dei 75mila euro dell`investimento. In primo grado il ricorrente, un operaio ternano, si era vista sancita dalla magistratura la riconsegna dei soldi bruciati dal crac, denaro che ora l`istituto di credito vuole indietro. Già fissata la prima udienza, a maggio. Era stato lo speciale collegio del tribunale di Terni, trattandosi di diritto societario, ad emettere la sentenza, provvisoriamente esecutiva, con cui la banca è stata costretta a rifondere l`investimento che era stato travolto dal default. I legali del ricorrente, gli avvocati Sebastiani e Mattiangeli e Moretti, avevano sostenuto la mancata informazione da parte della banca al momento della sottoscrizione dell`investimento. IN PARTICOLARE era stata contestata sia la vendita in contropartita diretta visto che i titoli erano già nel portafoglio dell`istituto, sia l`inadeguatezza dell` informazione “attiva“ sui rischi dell`operazione e “passiva“, relativa cioè alla propensione al rischio del cliente che, nel caso, aveva impegnato i risparmi di una vita. Tesi accolta dal collegio giudicante, che si è espresso a favore del risparmiatore con una sentenza innovativa non a caso richiesta anche dal Codacons nazionale. La banca adesso contesta, dal punto di vista formale e sostanziale, quella impostazione, respingendo la carenza dell`informazione. E con il ricorso depositato in Corte d`Appello ordinaria chiede di fatto la restituzione del denaro. E` chiaro che sul provedimento di secondo grado ormai avviato siano rivolti molti occhi. A Terni sono almeno una decina i casi del genere che stazionano ancora in primo grado, per molti altri sono in corso ipotesi di transazione, alcune già andate in porto. Altri cittadini ancora restano alla finestra, prima di smuovere le carte bollate. In questo contesto la vicenda dell`operaio e dei suoi 75mila euro andati in fumo con i bond argentini è destinata a fare da apripista. Il default dei titoli argenti risale ai primi mesi del 2002. I legali dell`operaio presenteranno a giorni in Corte d`Appello la comparsa di risposta. Il nuovo round giudiziario è alle porte. “SIAMO molti fiduciosi sull`esito dell`appello ? commentano i tre avvocati ?. Data la complessità della materia non solo dal punto di vista procedurale ma anche di tecnica economica, su vicende di questo genere è necessaria anche un`approfondita conoscenza e soprattutto pratica dei mercati finanziari e degli operatori del settore che permette di comprendere appieno l`astratto dettato normativo“.
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