24 Dicembre 2010

Per la gente un risparmio ma anche qualche insidia

Un possibile risparmio per i consumatori che però nasconde molte insidie, tra cui il ritocco dei prezzi da parte dei supermarket. La norma che prevede l’ abbandono dei sacchetti di plastica a partire da gennaio 2011 fa già discutere, non solo per la tempistica dell’ attuazione (l’ eliminazione era attesa più gradualmente), ma anche per le ricadute che il cambiamento avrà sul consumatore. Secondo l’ Adoc, per i clienti dei supermarket l’ addio alla plastica potrebbe comportare un beneficio annuale a nucleo familiare nell’ ordine di 15-30 euro. Un calcolo ancora approssimativo, ma che soprattutto presuppone una serie di cose. Per risparmiare, spiegano dall’ Adoc, è necessario che i consumatori acquistino un sacchetto di carta o di tela da portarsi dietro ogni volta che ci si reca a fare la spesa. Un piccolo accorgimento per cercare di risparmiare cui si può ovviare acquistando un trolley per la spesa, le cui vendite nei prossimi mesi, secondo l’ Adoc, dovrebbero registrare un’ impennata. Il rovescio della medaglia è che per compensare i mancati introiti derivanti dalla vendita dei sacchetti di plastica, la grande distribuzione possa «aggiustare» i prezzi. L’ Adoc, infatti, non esclude che le grandi catene di supermercato possano decidere di rincarare i prezzi su tutti i prodotti nell’ ordine dell’ 1-2%. Sul fatturato di un grande gruppo, il peso delle vendite di sacchetti di plastica è praticamente nullo, anche se si tratta di cifra importanti. Dall’ Adoc, così come dal Codacons, segnalano un altro problema, oltre a quello dei costi: sono già numerose le segnalazioni da parte di consumatori che lamentano una scarsa tenuta e un’ estrema fragilità dei «nuovi» sacchetti biodegradabili. nascosto –>

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