15 Aprile 2010

Per la Dafin se c’ è stato qualche problema di ordine amministrativo è da imputare al Comune di Mafalda

DA ILTEMPO.COM

Lo ha fatto sapere la stessa azienda, intenzionata a far pesare l’ esistenza di un accordo chiaro stipulato con la precedente amministrazione comunale rappresentata dall’ allora sindaco Nicola Valentini. Per la Dafin se c’ è stato qualche problema di ordine amministrativo è da imputare al Comune di Mafalda, non all’ impresa. Dunque si "affilano i coltelli" nel centro dell’ hinterland costiero, dove la nuova Giunta è fortemente contraria alla centrale, mentre la società della Biomasse, che ha già avviato i lavori, non intende affatto tornare sui suoi passi. Dunque è guerra aperta a Mafalda. "La Dafin spa ha preso atto dell’ esito del primo grado di giudizio dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale di Campobasso e della sentenza contraria alla realizzazione della centrale di produzione di energia tramite biomasse – hanno fatto sapere gli amministratori della ditta – Si evidenzia che la sentenza, giunta a cantiere in corso, non formula nel merito alcuna censura di carattere ambientale al progetto. La sentenza fa piuttosto perno su un frainteso aspetto della disciplina edilizia, di cui peraltro l’ unico soggetto responsabile sarebbe il Comune di Maldalda". L’ impresa, dunque, si appresta a ricorrere al Consiglio di Stato per "ottenere conforto delle proprie ragioni. Gli investimenti e lo sforzo imprenditoriale dei soci e della società Dafin S.p.A. non rallenteranno e il progetto di sviluppo locale connesso al progetto di centrale non sarà interrotto". La società in questione, tra l’ altro, ha già versato nelle casse dell’ ente municipale mafaldese cospicui fondi come ristoro ambientale, che dovranno essere utilizzati per la riqualificazione del paese da parte dell’ ex Giunta. Dunque la situazione è piuttosto complessa. Tra i due "fuochi" spicca anche la posizione del Codacons Molise, schieratosi contro l’ impianto. Il coordinatore Fabio Del Vecchio si è dichiarato soddisfatto dell’ annullamento degli atti autorizzatori della centrale in quanto era necessario anche il parere relativo alla Valutazione di impatto ambientale che non c’ è stato. Ora, la parola spetta al Consiglio di Stato, dopo che il Tar aveva già bloccato i lavori di realizzazione dell’ impianto.
 

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