22 Febbraio 2020

Per l’ industria è tempo di recessione

Nel 2019 in calo fatturato e ordinativi. È il primo segnale negativo dopo quattro anni L’ industria italiana ha tirato il freno a mano nel 2019. Segno meno sia per il fatturato che per gli ordinativi: il giro d’ affari arretra per la prima volta negli ultimi quattro anni, segnando un calo dello 0,3%. Flessione più marcata per gli ordini, che scendono dell’ 1,9%. L’ Italia sembra essere tornata ai tempi della crisi e lo spettro della recessione si fa sempre più reale. Dalla Cisl arriva un appello al governo: serve una svolta, vanno sbloccati gli investimenti e risolte le crisi aziendali. «Lo stallo su fatturato e ordinativi è l’ ennesima conferma dello scenario economico, produttivo, occupazionale e sociale in atto nel nostro Paese. L’ Italia è in avvitamento conclamato su produzione, consumi, occupazione, coesione. A pagare il prezzo più alto, come sempre, sono lavoratori e famiglie, come dimostra l’ impennata della Cassa integrazione, specialmente di quella straordinaria, e la crescita della Naspi» ha detto Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto. Servono risposte immediate ma soprattutto un disegno a medio-termine coerente e complessivo. C’ è da ricucire la fiducia di milioni di persone incastrate in una condizione di precarietà e disoccupazione, c’ è da dare risposte al Sud che ogni anno si allontana dal resto del Paese e dall’ Europa. Per Sbarra «bisogna riprendere in mano le crisi aziendali che giacciono da lungo tempo in condizione di istruttoria al Mise e dare certezza ai 300mila lavoratori coinvolti». Per questo i sindacati confederali hanno chiesto al presidente Conte un incontro urgente per discutere delle tante vertenze aperte. Tornando ai dati diffusi ieri dall’ Istat il fatturato complessivo è aumentato nel primo trimestre dell’ anno, mentre è rimasto stabile nel secondo. A partire dal terzo trimestre si sono registrate le prime flessioni. Per quanto riguarda invece gli ordinativi, hanno mostrato un andamento negativo o stazionario in quasi tutti i trimestri del 2019, con l’ eccezione dell’ ultimo, in crescita. Se si considera solo il mese di dicembre il fatturato scende del 3% rispetto al mese precedente e dell’ 1,4% su base annua, con riduzioni dell’ 1,8% per il mercato interno e dello 0,7% per quello estero. Gli ordinativi aumentano del 6% su anno. La dinamica del fatturato, sottolinea Istat, riflette cali sia sul mercato interno (-2,9%) sia su quello estero (-3,1%), mentre quella degli ordinativi è sintesi di risultati quasi speculari registrati sui due mercati: +6,9% la crescita delle commesse provenienti dal mercato interno e -6,4% la riduzione di quelle provenienti dall’ estero. In controtendenza con l’ andamento generale cresce il fatturato dell’ industria alimentare made in Italy che fa segnare un balzo record del 2,3% nel mese di dicembre in base ad un’ analisi Coldiretti. Dalle associazioni dei consumatori sono arrivati commenti allarmati. Per il Codacons quello dell’ industria è «ancora un flop totale» e anche per ordinativi e fatturato «si registra una Caporetto» che attesta «la grave crisi che attanaglia il comparto industriale italiano». L’ Unione Nazionale Consumatori registra la «pessima annata» ma invita anche a considerare l’«unico spiraglio di luce» nei dati resi noti ieri ovvero «quello degli ordini interni, che salgono del 6,9% su novembre, anche se la crescita è quasi del tutto annullata da quelli esteri, crollati del 6,4% nonostante a dicembre non ci fosse ancora un effetto coronavirus». RIPRODUZIONE RISERVATA Appello della Cisl al governo: subito un tavolo per le crisi aziendali e per il rilancio degli investimenti. Il segretario aggiunto Sbarra: 300mila lavoratori in cassa-integrazione.
cinzia arena

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