9 Febbraio 2013

Per imprese e famiglie c’ è sempre aria di crisi

Per imprese e famiglie c’ è sempre aria di crisi

        

Giù la produzione industriale. Credito in panne DA MILANO ANDREA D’ AGOSTINO Tra le tante facce della crisi, strettamente legate al calo dei consumi, ce ne sono due ‘fotografate’ ieri rispettivamente da Istat e Bankitalia: il costante declino della produzione industriale e le stretta creditizia che interessa imprese e famiglie. La produzione industriale è addirittura calata del 25% dall’ inizio della recessione, ovvero dal 2009. Secondo l’ Istat, solo nel 2012 il crollo è stato del 6,7% rispetto all’ anno precedente, mentre l’ indice grezzo, ovvero il volume della produzione, nella media annua del 2012 è risultato pari a 82,9, il livello più basso da addirittura il 1990. Unico segnale positivo il mese di dicembre, che ha registrato su novembre una lieve ripresa dello 0,4% (dalle stime iniziali che indicavano un +0,3%). Una caduta complessiva che non risparmia nessun settore: dalla produzione di legno e carta (-9,9%) al tassile-abbigliamento (-9,4%) ai mezzi di trasporto (-6,1%), coinvolgendo anche i tradizionali fiori all’ occhiello del made in Italy come la fabbricazione di macchine utensili. Male soprattutto la produzione di articoli in gomma e plastica (-10,4%) e degli elettrodomestici (-10%). Per non parlare della produzione di autoveicoli, che nell’ intero anno scorso ha registrato un crollo del 19,5% (ma arriva a -26,5% soltanto nel mese di dicembre). Dati analoghi sono stati elaborati da Anie-Confindustria per quanto riguarda l’ industria elettrotecnica ed elettronica, con cali annuali rispettivamente del 10 e del 3%, mentre lo scorso dicembre c’ è stato un lieve rialzo dell’ 1,6% per l’ elettrotecnica. Per il presidente Claudio Andrea Gemme «c’ è il rischio di disperdere importanti tasselli delle competenze tecniche e specialistiche di eccellenza, di cui l’ industria nazionale è espressione». E all’ inizio del 2013, conclude, il quadro macroeconomico continuerà a essere caratterizzato da «una elevata incertezza ». Più ottimista il Centro studi di Confindustria, che prevede un lieve incremento dello 0,2% a gennaio su dicembre. «La componente ordini delle Pmi manifatturiere è migliorata, pur restando in territorio recessivo», ma soprattutto quella relativa agli ordini esteri «è ritornata in area espansiva per la prima volta da ottobre, grazie alle maggiori commesse provenienti dai mercati emergenti, dal Nord Europa e dagli Usa». Per Adusbef e Federconsumatori, quelli dell’ Istat sono comunque «dati da brividi», che confermano il «declino industriale italiano» e la- sciano presagire un ulteriore peggioramento quest’ anno. Bankitalia fotografa invece la difficoltà di accesso al credito, con i prestiti bancari alle famiglie calati ulteriormente a dicembre: -0,5% contro il -0,3 di novembre. Frena, invece, il passivo dei finanziamenti alle imprese: a dicembre sono calati del 2,2% a fronte del -3,4% di novembre. Si rafforza ancora la raccolta dei depositi bancari che, a dicembre, è salita del 6,9% contro il 6,6% del mese precedente; calano invece i tassi applicati dalle banche sui nuovi prestiti alle famiglie per i mutui casa, scesi al 3,92% contro il 4% di novembre. Tante le cause, secondo gli esperti, sia sul lato domanda che su quello dell’ offerta, ma non va dimenticata la stretta del credito da parte delle banche, con criteri di erogazione sempre più stringenti e tassi che restano su livelli più elevati degli scorsi anni. In generale, dal rapporto di Bankitalia si conferma che il mercato immobiliare sta attraversando una fase di debolezza. Ma soprattutto che a incidere sull’ attuale situazione, come ha ricordato il Codacons, c’ è stato «l’ effetto Imu». © RIPRODUZIONE RISERVATA le tendenze Il crollo (-6,7%, il peggiore dal 2009) riguarda tutti i settori tra cui plastica, legno e manifattura Confindustria vede però segnali di ripresa da gennaio di quest’ anno Bankitalia: i prestiti bancari alle famiglie continuano a calare.
        

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