16 Giugno 2012

Per il taxi-selvaggio maximulta da 285mila euro

Per il taxi-selvaggio maximulta da 285mila euro

 Serena Coppetti Una multa di 285mila euro per non avere rispettato la regolamentazione in materia di sciopero. Blocchi, mancato preavviso e altri irregolarità da parte di alcune associazioni dei tassisti a gennaio nella protesta contro la prima stesura del testo del decreto Monti relativo alle liberalizzazioni delle licenze, sono passati tutt’ altro che inosservati. E ora l’ Autorità di garanzia ha chiesto il conto. Un conto parecchio salato: 15mila euro per ciascuna organizzazione. Tirate le somme, 285 mila euro complessivi. La delibera, firmata all’ unanimità sanziona diciannove associazioni di categoria dei taxi per i blocchi effettuati in molte città italiane. In 18 pagine indirizzate a sindaci e prefetti di 10 città, il provvedimento chiude così il lungo procedimento di valutazione, sulla scorta di numerosi elementi istruttori raccolti anche nel corso di apposite audizioni. Ora la legge prevede che l’ incassodella multa sia devoluto all’ Istituto nazionale della previdenza sociale, che gestisce l’ assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria. Si compiace il Codacons,l’ associazione di difesa dei consumatori ricordando che il procedimento era partito proprio da una un esposto della sua sede milanese. I tassisti avevano minacciato di «scatenare l’ inferno» e il Codacons aveva replicato con un richiamo alle regole portando la battaglia in tribunale. «Speriamo almeno che i prossimi scioperi dei tassisti che nessuno vuole impedire, vogliano rispettare anche i diritti dei consumatori, cosa possibile solo rispettando i tempi di preavviso», scrive ora il Codacons. A Milano infatti non erano stati rispettati i 10 giorni di preavviso. Solo una delle irregolarità che sono state riscontrate e prese in considerazione dall’ Autority. Così mentre l’ associazione dei consumatori spera che la multa serva di lezione, per i tassisti «è una notizia surreale » e affilano le armi per dare battaglia. «A fronte dei No-Tav che imperversano, lavoratori e cittadini che bloccano autostrade e ferrovie, che manifestano dinanzi al Parlamento, Roma messa quotidianamente a ferro e fuoco dalle più disparate manifestazioni di protesta nella totale indifferenza da parte delle associazioni dei consumatori, fra tutte le categorie possibile di lavoratori, gli unici che vengono sanzionati sono i tassisti», sbotta Loreno Bittarelli, presidente NazionalUritaxi che annuncia il ricorso. Secondo lui il paradosso è che «proprio e solo i tassisti, tra tutte le categorie interessate alle liberalizzazioni, hanno avuto riconosciuta dal Governo la fondatezza delle loro ragioni». I tassisti non nascondono il loro «sconcerto» e poi «rabbia e incredulità per una decisione che provoca l’ ennesima esasperazione di una categoria di donne e uomini che per difendere il loro lavoro ed il futuro delle loro famiglie, stanno subendo una incredibile repressione da parte di un’ Autorità Garante che garante sembra essere dei diritti di tutti,tranne che dei tassisti»,insiste Bittarelli. Lo definiscono un attacco «di natura fortemente discriminatoria ». Per questo lo impugneranno dinanzi al Tribunale del Lavoro «ma manifesteremo tutta la nostra indignazione e la nostra rabbia, nel rispetto delle leggi ma con le più incisive, eclatanti, costanti, continuative, decise, forti forme di protesta civile e democratica ».

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