Per il crollo del ponte di Annone processo al via dopo più di tre anni
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fonte:
- Giornale di Lecco
Una lunga udienza preliminare con un rimpallo di responsabilità e tante eccezioni che hanno costretto il Gup, Paolo Salvatore , a interrompere per due volte la sessione. Mercoledì mattina è stata celebrata l’ udienza preliminare del processo relativo al crollo del Ponte di Annone. Un disastro, quello avvenuto il 26 ottobre del 2016 in cui perse la vita Claudio Bertini , 68 anni, di Civate. In aula era presente la moglie del civatese, che ha precisato di non essere mai stata risarcita e neppure contattata da Anas. In particolare, mercoledì sono state vagliate le richieste di costituzione di Parte Civile e la chiamata in causa dei responsabili civili, ovvero coloro che in caso di condanna degli imputati saranno chiamati a risarcire in solido le vittime: Anas ha chiamato in causa le Province di Lecco e di Bergamo mentre tutti hanno puntato il dito contro l’ ente nazionale per le strade. Il Gup Salvatore ha ammesso la costituzione di parte civile della famiglia Bertini, dei feriti, delle Amministrazioni provinciali di Lecco e Bergamo, di Anas e del Codacons Nazionale. Respinte invece le richieste di Codacons Regionale e Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro. La prossima udienza è stata fissata per l’ 11 marzo. Cinque gli imputati che devono rispondere dell’ accusa di cooperazione colposa in disastro colposo, crollo di costruzioni, omicidio colposo e lesioni per il cedimento del ponte di Annone. Si tratta dell’ ingegner Angelo Valsecchi , 53 anni di Lecco, dirigente del settore Viabilità e Infrastrutture della Provincia; dell’ ingegner Andrea Sesana , 38 anni di Oggiono, responsabile del servizio concessioni e reti stradali sempre di villa Locatelli e dell’ ingegner Giovanni Salvatore , 59 anni, capo del centro manutenzioni dell’ Anas per la Lombardia. Con loro a anche Silvia Garbelli , 59 anni, funzionario tecnico del settore Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo che ha rilasciato il permesso di transito del tir della ditta «Nicoli» sul viadotto e infine l’ ingegner Roberto Torresan , 56 anni, di Busto Arsizio (Varese) che 4 anni prima del crollo elaborò un progetto per la manutenzione della infrastruttura non segnalando, secondo l’ accusa, problemi statici, ma solo il degrado del ponte. Fra gli indagati figurava anche una sesta persona ovvero l’ ingegner Eugenio Ferraris , 61 anni, dirigente del settore Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo, per il quale la Procura ha chiesto l’ archiviazione. Fuori dall’ aula si mormorava anche dell’ intenzione di andare al patteggiamento da parte di uno degli imputati. Ma bisognerà attendere l’ 11 marzo per sapere se la voce sarà confermata o smentita.
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