28 Marzo 2020

Per il Codacons vietato donare ai privati

FABIO RUBINI I soldi dati in beneficenza per il nuovo reparto del San Raffaele hanno scatenato una furiosa lite tra Fedez, il cantante rap che assieme alla moglie Chiara Ferragni ha promosso la raccolta fondi, e il Codacons, l’ associazione dei consumatori. A scatenare la polemica è stato l’ esposto fatto dall’ associazione contro la piattaforma di raccolta fondi (la GoFoundMe) scelta da Fedez. Una raccolta che in un paio di settimane appena è riuscita a racimolare qualcosa come quasi quattro milioni di euro. Soldi che hanno permesso l’ apertura in tempi record di un intero padiglione ospedaliero dedicato alla lotta per il Coronavirus, che conta anche 60 posti di terapia intensiva. Il Codacons ha presentato l’ esposto per diffidare la piattaforma e ha chiesto l’ intervento dell’ Antitrust per verificare alcuni aspetti che ritiene non chiari «nei processi di donazione, come ad esempio alcuni costi connessi alle transazioni con carta di credito». Secondo il Codacons, infatti, ci sarebbe una percentuale che rimane al privato che arriverebbe fino al 10%. L’ iniziativa dell’ associazione dei consumatori ha fatto andare su tutte le furie Fedez che ha replicato con un video messaggio postato sui social: «Questi (il Codacons, ndr) vogliono bloccare le donazioni dei privati» e sulle accuse riguardanti le presunte percentuali, specifica: «Noi, ancor prima dell’ antitrust (come giustamente sta facendo), abbiamo chiesto a GoFoundMe di prendere una parte di profitto e di girarla agli ospedali colpiti dall’ emergenza. E siamo riusciti a tirar su 250 mila euro che GoFoundMe ha deciso di darci e che abbiamo destinato agli ospedali di Bergamo, Cremona e Policlinico di Milano. E adesso un’ associazione riconosciuta da tutte le istituzioni propone di buttare nel cesso milioni di euro raccolti per gli ospedali pubblici?». Poi la frecciata finale: «Sul loro sito ufficiale c’ è una campagna per supportare il Codacons contro il Coronavirus. Ma se ci vado a cliccare sopra scopro che hanno fatto un banner sul Coronavirus dove in realtà la donazione va al Codacons, che non si occupa di Coronavirus. E questa è un’ associazione parastatale che dovrebbe tutelare i consumatori?». In vero poco elegante la controreplica del presidente Rienzi, che dopo aver ricordato come «il Codacons chiede solo che le donazioni finiscano sul conto della Protezione Civile», punge la coppia vip: «Del resto stiamo parlando di gente che passa la vita dentro un armadio o in alberghi di lusso, vendono l’ immagine di un bambino di due anni e che si vende l’ acqua della fontana a 9 euro al litro…». Per carità, Fedez e Chiara Ferragni potranno anche non stare simpatici, e «vivere in un armadio», ma in questo caso non si può far altro che ringraziarli e batter loro le mani. riproduzione riservata.

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