Per il Catania B più larga
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fonte:
- Gazzetta di Parma
ROMA – A via Allegri alzano bandiera bianca e per Luciano Gaucci è come essersi tolto l`elmetto dopo due mesi in prima linea: «Abbiamo combattuto e vinto una guerra mondiale». In verità c`era solo da difendere un posto in serie B con i cavilli della giustizia – anche se non si sono risparmiati colpi di baionetta – ma il Catania da ieri è «senza condizioni» nella serie cadetta, anche e soprattutto per la Federcalcio. Ed era quello che il patron del club etneo voleva sentirsi dire.
Una federazione sotto pressione e senza possibilità di manovra, per evitare di farsi bussare alla porta dal commissario ad acta Mario Pescante nominato dal Tar di Catania che aveva riammesso «politicamente» il Catania, ha preso atto della decisione del giudice e ha ripescato la squadra siciliana. «La prossima serie B sarà almeno a ventun squadre» fa sapere Adriano Galliani uscendo dalle quelle stessi sedi federali dove il presidente Franco Carraro non trova le parole sufficienti per commentare la sua annunciata «sconfitta».
Per un allargamento a ventiquattro (ovvero blocco delle retrocessioni e reinserimento di Cosenza, Salernitana e Genoa) sarà il consiglio federale fissato il 23 luglio prossimo (ma ce ne sarà un altro il 31 luglio giorno della stesura dei calendari) a prendere una decisione «e solo allora parlerò» fa sapere Carraro.
Il giorno prima si terrà l`assemblea della Confindustria del pallone e si discuterà non solo della vicenda legata al numero delle squadre del campionato cadetto (che la Lega non intende sbloccare a meno di un intervento all`alto, del Coni o del Commissario?) ma anche di un`eventuale esclusione di società in crisi economica. Solo in quel caso la B potrà essere… snellita ma è questa un`operazione che appare già troppo complicata. Operare delle retrocessioni a causa dei bilanci economici «sarebbe un fatto gravissimo – è subito intervenuto Antonio Matarrese, vicepresidente di Lega -. Simili sgambetti non convengono a nessuno».
A ventun squadre lo scontro in Lega sarà comunque inevitabile dato che non appaiono particolarmente felici le società cadette di dividere una torta di 180 miliardi di vecchie lire (il contributo che versa la A a titolo di mutualità) con una società anche se le squadre retrocesse sembrano intenzionate a rinunciare alla loro parte. La Federcalcio, da oggi fino al 22 luglio, dovrà anche subire gli attacchi di Genoa, Salernitana e Napoli che sentendosi vittime di un «privilegio» (la riammissione del Catania) chiedono alla magistratura l`«estensione» anche alle altre società.
Nella nebbia c`è adesso posto anche per il Codacons che appoggia il blocco delle retrocessioni «così da porre fine «nell`interesse degli utenti sportivi a così tanti contenziosi». Si chiede dunque uno spiraglio di chiarezza, anche se in questa vicenda così intrecciata (sono ancora in ballo i ricorsi di Venezia e Napoli, le due squadre a rischio spareggio) qualsiasi soluzione sarà coperta da critiche. E provocherà sconquassi.
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