5 Agosto 2007

Per il buco nella sanità laziale ora il Codacons si rivolge direttamente al Csm

Per il buco nella sanità laziale ora il Codacons si rivolge direttamente al Csm. Anche se contemporaneamente non risparmia una buona dose di bacchettate alle Procura romane e viterbesi. Il responsabile provinciale dell`associazione dei consumatori, Augusto Vito, con una lettera bussa alla porta del Consiglio superiore della magistratura. Unica soluzione, a sua vista, dopo aver presentato negli anni scorsi ben due esposti: uno alla Procura di Roma e un altro a quella viterbese senza ricevere mai una risposta. L`attenzione del Codacons è rivolta alla laziale e, in particolare, a quella della Tuscia nel 2000-05. Il periodo durante il quale si è formata la spaventosa voragine di dieci miliardi di euro nelle casse della Pisana. “Eventi molto gravi che si sono verificati in questi anni e per i quali in passato abbiamo già presentato due esposti, che sono due e vere proprie denunce. Ma a distanza di più di un anno e mezzo non si è più saputo niente. Né, cosa più grave, – rileva Vito – i denunciati sono stati mai convocati da un magistrato per essere almeno sentiti sui fatti portati a galla dai due esposti“. Per questa mancanza, il Codacons punta l`indice contro i magistrati e le procure interessate dai due esposti. “Per questo riteniamo utile informare – continua il responsabile provinciale Augusto Vito – proprio il Csm, segnalando a nostro avviso lo strano, per non dire anomalo, comportamento dei magistrati addetti alle Procure della Repubblica di Roma e Viterbo“. Con la speranza che, arrivati a questo punto, i due esposti possano finalmente ricevere “un riscontro“ dall`organo di governo autonomo della magistratura ordinaria.

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