5 Gennaio 2007

Per il 2006 il governo prevedeva il 2%, quindi c`è stato un lieve sforamento

Per il 2006 il governo prevedeva il 2%, quindi c`è stato un lieve sforamento. Alcolici e tabacchi: +5%

Inflazione al 2,1%, è subito polemica

I consumatori contestano i dati Istat: non sono reali, tante famiglie in crisi “Nel 2007 il potere d`acquisto

subirà un ulteriore colpo“


MILANO. L`inflazione media, nel 2006, è stata del 2,1%. Lo sostiene l`Istat. Il governo aveva fissato l`obiettivo al 2% mentre nel 2005 il costo della vita era aumentato dell`1,9%. Gli aumenti più sostenuti si sono registrati nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi (+5%); abitazione, elettricità e combustibili (+4,7%) e prodotti alimentari (+2,7%). Variazioni negative si sono registrate nelle comunicazioni (-4,8%), servizi sanitari e spese per la salute (-2,3%). Secondo le previsioni dell`Isae, la dinamica dei prezzi dovrebbe rimanere stabile in questo inizio di 2007 se non ci saranno rincari del prezzo del petrolio. Di parere opposto l`Adiconsum, una delle associazioni di consumatori. “Potremmo essere solo all`inizio di una ripresa dell`inflazione – dicono – e siamo preoccupati per i prossimi aumenti sia a livello nazionale (bolli, ticket sanitari, trasporti, ecc…) sia a livello locale (addizionali Irpef, Ici, ecc…). “Quest`anno almeno 8 milioni di famiglie saranno colpite dalla crisi della quarta settimana“, dice il Codacons (un`altra associazione a tutela dei consumatori). In particolare, il presidente Carlo Rienzi prospetta “un 2007 nero per le famiglie italiane, il cui potere d`acquisto subirà un ulteriore depauperamento a causa dell`annunciata stangata e dei rincari che si verificheranno nei vari settori“. Fra le categorie che vedranno peggiorare la loro situazione, ecco i pensionati (con reddito annuo attorno ai 10mila euro), che secondo il Codacons perderanno il 14% del loro potere d`acquisto. Non se la passeranno meglio gli operai (con reddito attorno a 21.500 euro), che vedranno il potere d`acquisto ridursi del 7% e quindi gli impiegati, con reddito attorno ai 26.500 euro, che perderanno il 5,66%. Ad essere meno toccati saranno i dirigenti (-1,5%) che dichiarano un reddito di circa 100mila euro. Il Codacons calcola la riduzione del potere d`acquisto nel 2007 considerando “una media di aumenti pari a 500 euro per famiglia, determinata dai rincari delle tariffe (luce, gas, acqua, autostrade, treni, banche e rc auto) e dalle nuove tasse introdotte dalla Finanziaria“. Inoltre prevede una maggiore spesa, pari a 1.000 euro annui, anche per l`incremento reale dei prezzi in vari settori (alimentari, ristorazione, istruzione, svago e divertimenti). Infine il Codacons apre una polemica con l`Istat. “Il dato dell`inflazione al 2,1% è ridicolo e contraddittorio“. Secondo l`associazione di consumatori, l`Istat contraddice i dati che i suoi tecnici hanno elaborato e diffuso solo pochi giorni fa. Allora si era detto che in Italia il 14,7% delle famiglie “arriva con molta difficoltà alla fine del mese, mentre il 28,9% delle famiglie dichiara di non poter far fronte a una spesa imprevista di 600 euro“. “Se davvero l`inflazione fosse così bassa – dice Rienzi – qualcuno deve spiegarci come è possibile che le famiglie (e lo certifica lo stesso Istat) siano sempre più povere e facciano fatica a far quadrare i bilanci“. Per il 2007, le associazioni dei consumatori chiedono all`Istat la creazione di specifici panieri suddivisi per fasce di popolazione ed aree geografiche, in modo che si possano evidenziare gli effettivi aumenti subiti dalle famiglie.

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