Per i produttori il rincaro sarà 25 euro per famiglia
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fonte:
- Il Secolo XIX
L`aumento del prezzo della pasta ci sarà, come conseguenza del rincaro del grano duro. “Ma sarà di circa 25 euro l`anno, calcolato per un nucleo familiare di quattro persone“. Questa la stima sul caro-pasta diffusa dall`Unipi, l`Unione industriali pastai , ieri, alla vigilia dell`incontro tra governo e rappresentanti della filiera dei cereali. Nell`arco di un anno, ricorda l`Unipi, il prezzo del grano duro (che incide per il 60% sul costo della pasta) è cresciuto del 73%, “portando la quotazione fino a quota 300-350 euro la tonnellata“. Ad agosto 2006, spiegano gli industriali, 1 Kg di grano duro costava circa 15 centesimi e 1 Kg di semola arrivava a costare intorno ai 22-23 centesimi. Oggi il costo è raddoppiato: il grano duro costa 30-35 centesimi e la semola arriva anche a superare i 40-45 centesimi. Il che comporta un onere immediato di non meno di 20 centesimi su ogni chilo di semola, ovvero 11-12 centesimi su ogni pacco da mezzo chilo di pasta“. “Non abbiamo scelta“, spiega il presidente dell`Unipi Mario Rummo, sottolineando, però, che si parla di “aumenti che resteranno compresi tra 12 e 14 centesimi per ogni pacco di pasta da 500 grammi“. La difesa dei pastai non convince però le associazioni del consumatori, che continuano a parlare di speculazione. Per Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori “è vero che nel 2007 il grano duro è rincarato: peccato, però, che nel 2005 abbia raggiunto il minimo storico senza che i produttori di pasta si siano preoccupati di abbassare i prezzi“. Anzi, dal 2001 ad oggi, li hanno aumentati del 36%, pur essendo il prezzo del grano calato ininterrottamente dal 2001 (183 euro a tonnellata) al 2005 (140 euro)“. Anche il dato sull`aggravio di costo per nucleo familiare, secondo i consumatori, “è sbagliato, dal momento che gli italiani spendono in pasta mediamente 13,39 euro al mese e 160,74 euro all`anno“.
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