Per i consumatori il dato sui prezzi è sottostimato
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fonte:
- La Sicilia.it
Per i consumatori il dato sui prezzi è sottostimato
Roma. “Il dato dell`istat sull`inflazione a giugno è sottostimato“. Parola dei consumatori. E` già preoccupante il dato ufficiale comunicato dall`Istituto di statistica, cioè il 2,3% su base annua. I commercianti danno la colpa al caro-petrolio. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, dichiara senza complimenti: “Siamo molto preoccupati per questo dato negativo. Non vorremmo che i commercianti, per pagarsi le vacanze estive che quest`anno costeranno a tutti di più, abbiano ritoccato al rialzo i prezzi“. Altre organizzazioni di consumatori (Adiconsum e Federconsumatori) sostengono che bisogna tener conto degli aumenti dei costi di luce, gas, acqua, nettezza urbana, fitti, servizi bancari e turistici. Per i sindacati confederali, siamo di fronte a un dato “preoccupante“. Marigia Maulucci, segretaria confederale della Cgil, pone in rilievo la tendenza al rialzo, che “impone al governo scelte coerenti su due piani: il controllo e il contenimento delle tariffe, a partire da quelle energetiche e l`indicazione nel prossimo Dpef di un tasso realistico di inflazione programmata, il più vicino possibile all`inflazione reale“. Anche i segretari confederali di Uil, Paolo Pirani e di Cisl, Pier Paolo Baretta, chiedono al governo una politica di controllo dei prezzi, per correggere gli eccessi del mercato sotto il precedente governo. Ottimistico, invece, il giudizio del Centro Studi di Confcommercio, secondo cui la variazione dei prezzi al netto della componente energetica è dell`1,7% su base annua, quindi inferiore alla media Uem. Non si nascondono, tuttavia, le preoccupazioni per i prossimi mesi, quando entreranno in vigore gli aumenti tariffari di gas ed elettricità, che potrebbero avere pesanti ripercussioni sui bilanci delle famiglie e delle imprese. Ma non è tutta colpa del petrolio se sono aumentati i prezzi della carne, le tariffe postali e soprattutto le tariffe balneari. Anche la Confesercenti attribuisce la spinta inflazionistica all`energia, con riflessi in molti settori, dai trasporti aerei e marittimi, ai passaggi intermedi della filiera alimentare. A fine anno, però, il tasso dell`inflazione dovrebbe essere del 2,2%.
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