Per gli italiani valgono più i maghi che i fondi
-
fonte:
- Corriere della Sera
DA CORRIERE ECONOMIA
Un’Italia in cui maghi, fattucchiere e gioco d’az-
zardo sono più importanti che mettere da
parte quanto necessario per il proprio fondo
pensione. È il quadro che emerge dal “Bilancio del
sistema previdenziale italiano” curato da Itinerari
Previdenziali, ente organizzatore della Giornata Na-
zionale della Previdenza e del Lavoro, uno studio
che analizza vizi e virtù del sistema
welfare.
Secondo i dati, aggiornati al 2013 e che prendono
in considerazione una serie di fonti dall’Istat al Co-
dacons, da NetBet a Contribuenti.it, ad oggi sono cir-
ca 13 milioni gli italiani che si rivolgono a un mago o
una fattucchiera per conoscere il futuro, spendendo
in media oltre 16 miliardi di euro all’anno, contro i 13
milioni annui spesi per i fondi pensione da 6.2 milio-
ni di italiani. Sono anche di più, addirittura 15 milio-
ni, gli italiani che decidono di spendere ogni anno 24
miliardi in gioco d’azzardo, lotto e gratta e vinci.
Spesa e numeri a cui andrebbero aggiunti anche
quelli del gioco illegale che, per ovvi motivi, è diffici-
le da calcolare. Un altro numero? Sono 14,5miliardi
gli euro spesi in telefonate “private” in media ogni
anno, senza contare i costi di telefonini e apparec-
chiature quali tablet e smartphone all’avanguardia e
i costi dei collegamenti internet via rete fissa o rete
mobile. Stando ai dati Censis, pur senza avere un va-
lore assoluto di riferimento, si scopre poi che gli ita-
liani sono anche ai primi posti per ricorso a cure
estetiche
In poche parole, secondo il “Bilancio” del Centro
Studi di Itinerari Previdenziali, i soldi da versare in
fondi pensione alternativi, o complementari, ci sa-
rebbero, solo che non vengono spesi con accortezza,
complice la scarsa conoscenza dei mezzi a disposi-
zione.
«Se una piccola parte di quello che si spende per
maghi e gioco fosse messo in un fondo pensione
complementare — commenta Alberto Brambilla,
presidente di Istituti Previdenziali — probabilmen-
te molti giovani, e non più giovani, riuscirebbero a
tirare una boccata d’aria. Il problema è proprio che
non si sa molto del sistema previdenziale. Ed è an-
che per questo che abbiamo deciso di portare la
Giornata Nazionale della Previdenza e del Lavoro a
Napoli. Nel nostro Bilancio è emerso che c’è partico-
larmente bisogno di informazione, soprattutto al
Sud, perché come è stato dimostrato c’è comunque
un problema di disoccupazione maggiore, e media-
mente ci sono meno coperture pensionistiche».
Infatti a riguardo, nonostante i numeri farragino-
si del sistema che suddivide tra pensioni di anzianità
(per aver cumulato gli anni di lavoro necessari) di
vecchiaia, invalidità (e altre), un dato emerge tra tut-
ti. Il rapporto tra la popolazione e il numero di pen-
sioni erogate vede il Sud arrancare negli ultimi posti
della classifica. Non tanto per quelle di invalidità,
che vedono il Mezzogiorno primeggiare, con un pic-
co in Basilicata che vede un tasso di pensionamento
per invalidità del 4,7% (sempre secondo i dati del
2013), quanto per quello per anzianità.
Proprio in quest’ottica tutte le regioni del Nord so-
no ai primi posti e lasciano negli ultimi 5: la Puglia
con il 6,52% di tasso di pensionamento (ottenuto
calcolando proprio il rapporto popolazione e pensio-
ni), la Basilicata con il 6,22%, la Sicilia con il 5,16%, la
Calabria con il 5,15% e la Campania con il 4,44%.
Altro dato interessante che emerge dal Bilancio è
quello del rapporto tra pensione media e reddito
medio suddiviso a seconda delle diverse categorie
lavorative. Ad avere il miglior rapporto medio tra
pensione media e reddito medio sono gli iscritti al
“Fondo Volo” ossia il fondo sostitutivo per piloti, as-
sistenti e tecnici di volo. Infatti con un rapporto tra
Pm e Rm nel 2013 pari al 136% i professionisti del-
l’aria hanno ricevuto una pensione media di
46,95mila euro superiore al proprio reddito che am-
montava a 34mila euro. Buoni secondi i lavoratori
dello spettacolo che non vedono alcuna flessione tra
reddito e pensione con un rapporto del 100%. Ultimi,
paradossalmente, proprio i consulenti del lavoro,
che pur dovrebbero intendersene di fondi comple-
mentari e contributi, con un rapporto pari al 15%. A
prescindere poi dai rapporti i pensionati più ricchi
sono gli ex Notai, che hanno una pensione media di
75mila euro.
Un ultimo numero? Si pensi che la media dei Pae-
si Ocse presenta un rapporto tra patrimonio dei fon-
di pensione e Pil pari al 77%, mentre l’Italia è appena
al 7% segno che c’è ancora tanto da fare
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Cartomanti, maghi
