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24 Dicembre 2001

Per gli affreschi scomparsi inviato un esposto al nucleo di tutela dei beni artistici

Via Sara Levi Nathan. Continua a far discutere l?intervento di ?recupero conservativo? su un palazzo ottocentesco

Il comitato ?chiama? i carabinieri

Per gli affreschi scomparsi inviato un esposto al nucleo di tutela dei beni artistici

PESARO?I lavori non si sono ancora fermati nel palazzo settecentesco di via Sara Levi Nathan, ma è probabile che nei prossimi giorni gli operai della ditta saranno costretti ad incrociare le braccia. Gli abitanti della via, ma soprattutto quelli delle case che si affacciano sulla corte che da giardino a croce dovrà diventare un parcheggio, infatti hanno visto raccogliere il loro grido d?allarme, alzatosi fin da novembre all?inizio dei lavori. Infatti alcuni politici (soprattutto di Forza Italia, con il presidente della I circoscrizione Amone ed il capogruppo in consiglio comunale Duranti) si sono fatti carico della questione con l?obiettivo di ?vederci chiaro“. Un interessamento che ha finalmente fatto breccia anche in Comune, i cui tecnici sembrano ormai vacillare nella loro granitica convinzione che la vicenda sia stata gestita ?a regola d?arte“, infatti le risposte che giungono ai residenti sono molto più concilianti di quelle che arrivavano fino a quando il caso non è balzato agli onori della cronaca.
Ma fino ad oggi i residenti, che si sono costituiti in comitato, non erano rimasti con le mani in mano: già da qualche giorno infatti, tramite il Codacons di Pesaro (coordinamento delle associazioni per la difesa dell?ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori), hanno presentato un esposto al Comando dei carabinieri tutela patrimonio culturale di Roma, e al nucleo di Bologna dello stesso corpo che è competente per la nostra zona.

Nell?esposto si fa particolare riferimento alla misteriosa scomparsa degli affreschi, che il direttore dei lavori ha negato fossero presenti in un atto del febbraio scorso, mentre sono stati fotografati dall?ultimo inquilino non più tardi di tre mesi fa.

Ma nella denuncia ci si chiede anche se la stessa concessione edilizia rilasciata dal comune sia consona con lo status di recupero conservativo e se non appaia arbitraria la scelta di applicare la legge Tognoli nella decisione di permettere la trasformazione del giardino ottocentesco in un parcheggio. La legge Tognoli è infatti ?pensata“ per le zone di recente urbanizzazione e quindi mal si concilia con un intervento all?interno del centro storico.

Le stesse argomentazioni verranno ?usate“ in un altro esposto che il comitato è in procinto di presentare alla Procura di Pesaro (sarà fatto entro la fine del 2001).
Voci che il comune non potrà più permettersi di ignorare, come invece aveva fatto il 22 novembre scorso con il parere del sovrintendente per il patrimonio storico artistico demoetnoantropologico delle Marche Paolo Dal Poggetto ed il 26 novembre il difensore civico Antonio Calma. Entrambi infatti avevano chiesto di verificare la congruità dell?intervento avanzando la proposta di sospendere la concessione edilizia. Ed il sovrintendente motivava la sua richiesta con il valore storico artistico del palazzo, mentre il difensore civico avanzava dubbi proprio sulla corretta applicazione della legge Tognoli.

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