Per «danni all?identità personale», 230 mila euro
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fonte:
- Corriere della Sera
Per «danni all?identità personale», 230 mila euro
Scrive il giudice: questo medico è stato «posto nella condizione di non nuocere», relegato «in un ruolo marginale e penalizzante», costretto a lavorare per «svariati anni» in «una situazione di emarginazione e ostracismo». Mobbizzato , si direbbe con un brutto adattamento dall?inglese, se non fosse che qui, all?origine dell?esilio professionale, non ci sono molestie e dispetti nati tra le pareti di un ufficio. Ci sono invece le denunce penali di un ricercatore, Giulio Bigotti, contro il suo primario, Arnaldo Capelli, direttore dell?Istituto di anatomopatologia della Cattolica (policlinico Gemelli). Più di dieci anni di processi e ricorsi e adesso una sentenza, firmata dal giudice Rocco Misiti (seconda sezione civile del Tribunale), che assegna al ricercatore 230 mila euro di risarcimento per lesione dell?identità personale, danno biologico e patrimoniale.
Condannata a pagare è l?Università Cattolica, la quale, secondo il giudice, «supinamente assecondando le iniziative di chi, come il professor Capelli, era animato dall?intento di difendere un prestigio messo a dura prova dalla sconvolgente realtà scoperta dal Bigotti», ha finito per «sovrapporre» alla reale personalità del medico «la figura di un ricercatore inetto e incapace».
La causa civile sfociata nella sentenza di Misiti è iniziata nel ?97, quando lo scandalo all?origine della diatriba giudiziaria era già vecchio di cinque anni: nel ?92 Bigotti, ottenendo una vasta eco sulla stampa, aveva denunciato i (presunti) numerosi errori nelle diagnosi dei tumori da parte di Capelli. Il medico era stato sospeso e al ritorno, sostenendo che gli era stato vietato l?accesso ai laboratori, si era rivolto di nuovo alla Procura.
Bigotti, assistito dagli avvocati Michele Lioi e Michele Mirenghi, è stato poi reintegrato dal Tar e dal Consiglio di Stato. Capelli invece, assolto in diversi processi, è stato condannato due volte: in Cassazione per la morte di una bimba di nove anni e in Tribunale (un anno e otto mesi, pena sospesa) per abuso d?ufficio e falso. Contro questa sentenza il docente ha proposto appello.
La sentenza ha chiuso la causa tra Bigotti e la Cattolica, ma quella contro il primario prosegue. Misiti ha anche dichiarato inammissibile la chiamata in causa del Codacons, accusato dal Gemelli di diffamazione. Per il giudice infatti gli «errori diagnostici» ci sono stati: gli sbagli «sono comprovati, senza possibilità di dubbio, dalla non contestata documentazione prodotta in atti».
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