14 Settembre 2002

Per capire quanto lo sciopero …

Per capire quanto lo sciopero indetto giovedì da alcune associazioni dei consumatori abbia inciso sugli acquisti, basta riferire quanto detto ieri da uno dei direttori dei supermercati intervistati. «È la prima iniziativa di questo tipo – racconta – No, mi scusi, mi corregge un mio collaboratore: ce n`era stata un`altra a maggio». In realtà il primo sciopero degli acquisti era stato a luglio. Come dire: chi se n`è accorto?
E su questo argomento, sull`esito dello sciopero dei consumatori, ieri abbiamo sentito i direttori di tre supermercati della città. «È stata una giornata come le altre – conferma Lindo Corte, del “Superdolomiti“ in piazza dei Martiri – nessuna flessione nelle vendite. Aumenti ingiustificati? Avevamo sottoscritto un accordo con la Confcommercio che bloccava i prezzi fino a maggio, poi ci sono stati gli aumenti programmati, ma per la chiarezza continuiamo a esporre il prezzo in lire almeno sino a fine anno».

Anche all`«Iperdolomiti», in zona aeroporto, nessuno si è accorto dello sciopero: «Più che altro ne abbiamo avuto notizia dalla Tv – spiega Evandro Carazzai – ma concretamente non ne abbiamo risentito. Non riesco però a essere preciso perché abbiamo in corso una corposa promozione che attira molto la clientela e che giovedì, per esempio, rispetto alla stessa giornata dello scorso anno, ci ha fatto aumentare le vendite del 15\%. Comunque, secondo quanto riferitomi da chi lavora alla cassa e in corsia, nemmeno la gente ne parlava».

Stessa aria al “Mega“, zona Veneggia. «Giovedì mattina ero un po` preoccupato – confida Mauro Lanfranchi – poi però la giornata è filata liscia e i dati del fatturato rientrano nella normalità. Lo sciopero? A me non sembrava giusto: in particolare, la grande distribuzione è sempre stata molto controllata. Sono altri i settori nei quali ci sono stati aumenti ingiustificati. Penso, per esempio, che andare a mangiare una pizza in qualche caso è proibitivo».

Lo sciopero era stato promosso da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Non vi ha aderito invece l`Adiconsum, legata alla Cisl. «Non abbiamo ritenuto che fosse il momento più opportuno – spiega Francesco Masini, dell`Adiconsum bellunese – quando cioè è appena iniziata la trattativa con il Governo per cercare le soluzioni al problema dell`aumento dei prezzi. Inoltre lo strumento dello sciopero colpisce tutti, indiscriminatamente, invece anche a Belluno ci sono coloro che hanno avuto un comportamento leale verso i consumatori».

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