«Per 20 milioni di clienti rischi dallo spread alto»
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fonte:
- Avvenire
ania lancia l’ allarme per i rendimenti
Occhio allo spread, perché una possibile impennata rischia di costare cara a 20 milioni di italiani. È l’ allarme lanciato dall’ Ania, l’ Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, nel corso dell’ assemblea annuale in cui diffonde numeri e previsioni sul settore tra un 2017 che si è confermato di prezzi in calo per l’ Rc Auto, ma con un trend destinato a interrompersi: la stima per l’ anno in corso è di sostanziale stabilità. Davanti a una platea di addetti ai lavori del settore, nella quale sedevano però anche i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ovvero la coppia di azionisti del governo M5s-Lega, , la presidente dell’ associazione che raccoglie le imprese di assicurazione, Maria Bianca Farina, ha parlato di «attesa fiduciosa di interventi importanti » da parte del nuovo esecutivo, ma ha anche evidenziato i rischi che corre il Paese. Pericolo numero uno, appunto, la salita del differenziale tra Btp e Bund. La premessa è che gli investimenti degli assicuratori ammontano a 850 miliardi, di cui oltre 300 investiti in titoli di Stato italiani e che, quindi, «larga parte del risparmio assicurativo ha sostenuto il debito pubblico, finanziando investimenti in titoli sovrani italiani anche, e soprattutto, negli anni più difficili»: se questo è lo scenario, Farina ha voluto sottolineare allora «il forte rischio che un sensibile allargamento dello spread comporta nel breve termine sui bilanci delle compagnie di assicurazione e che, nel caso di persistenza, inevitabilmente è destinato a riflettersi sui rendimenti corrisposti ai nostri 20 milioni di clienti». Una circostanza di cui «tenere conto» in sede normativa, intervenendo sulle regole che costringono le imprese a recepire le perdite quando i titoli non sono effettivamente negoziati, ma anche sul piano politico, rassicurando i mercati «sulla sostenibilità del debito pubblico italiano nel medio e lungo termine», con la crescita a una «accorta politica di bilancio». Tutti messaggi destinati all’ esecutivo gialloverde. Tornando alle cifre, Farina ha evidenziato i dati principali del settore che indicano appunto un ulteriore ribasso dei premi della Rc Auto (2,5% nel 2017 e -27% in 5 anni) per la gioia degli automobilisti. La discesa, tuttavia, dovrebbe fermarsi sostanzialmente qui, dal momento che per il 2018 è prevista una stabilità dei prezzi e il Codacons già parla di aumenti dell’ 1,3% a maggio. Tra i dati positivi, comunque, spiccano il recupero nel confronto con la media europea, che in cinque anni si è ridotta da 213 a 78 euro, e il calo del 40% del divario territoriale dei prezzi. Quello che serve, però, è un allentamento delle regole sulla privacy, trovando «un giusto equilibrio tra la riservatezza del cliente e l’ uso delle informazioni utili a rendere un servizio a suo vantaggio». Continuano a calare, seppur lievemente, i veicoli senza copertura assicurativa: dai 2,9 milioni del 2016 si è scesi a 2,8 (il 6,3% del totale di quelli circolanti). L’ Ania ha definito «significativa » la differenza a livello regionale: la percentuale supera infatti il 10% nel Sud del Paese, è pressoché media nel Centro e molto inferiore (4,1%) al Nord. Guardando alle maggiori città, spicca il dato di Roma, dove l’ incidenza dei non assicurati è pari al 9,8%. Va molto peggio a Napoli, dove è ‘scoperto’ il 17% dei veicoli. RIPRODUZIONE RISERVATA Assicurazioni LA PRESIDENTE. Maria Bianca Farina ( Ansa)
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