Pepe vince al primo turno sul patto per Nardone
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
BENEVENTO – Nulla di fatto per l’ ex presidente della Provincia Carmine Nardone, candidato del Patto Istituzionale Territoriale, la coalizione che mette insieme Udeur, Udc ed i viespoliani di Territorio e Libertà. Il sindaco uscente e sfiduciato a pochi giorni dalla presentazione delle liste, l’ ingegnere 48 enne Fausto Pepe, riconquista il Municipio al primo turno replicando la vittoria del 2006 e senza l’ Udeur anche se con margine minore. Invece, l’ avvocato Raffaele Tibaldi, ex consigliere del Psi, ex Pds, poi nell’ Udeur ed infine candidato del Pdl col visto della coordinatrice provinciale Nunzia De Girolamo, raccoglie voti importanti solo dai berlusconiani, che mantengono i consensi del 2006. E non entusiasma anche il medico Antonio Medici, appoggiato dalle associazioni, dal Codacons, grillini e sindacati di base. La vigilia del voto beneventano non aveva smentito l’ intero andazzo della vivace campagna sannita, inaugurata con una rissa alla presentazione delle liste: ben 23 per i 4 candidati, per un totale di oltre 700 aspiranti ai 32 posti in consiglio comunale, 8 in meno rispetto alla trascorsa consiliatura. La vecchia amministrazione è caduta in aprile con mozione di sfiducia firmata da ben 21 consiglieri su 40, quasi tutti i firmatari si sono ricandidati nelle liste per Nardone, il sindaco proposto da Udc, Udeur e viespoliani: «Coalizione di transfughi, volta gabbana e dimissionari» , ebbe a tuonare Pepe su chi invece lanciava sospetti e accuse su appalti, opere e incarichi. Una scommessa, quella per l’ ex deputato diessino e pluripresidente della Provincia, ispirata evidentemente male) al modello salernitano per De Luca e che il vero tonfo di questa tornata amministrativa assieme al calo dell’ Udeur "in casa". La giornata della verità pure si annuncia piccante dall’ alba: protagonista della scena mediatica, ancora una volta, è la giovane e brillante Nunzia De Girolamo (ci sarà concesso se la stessa bolla gli avversari come "anziani", dinosauri in via di estinzione o pressappoco) che annuncia una querela contro Clemente Mastella per il discorso di commiato dagli elettori dal palco di piazza Roma, dove il leader dell’ Udeur aveva fatto riferimento alla carriera "orizzontale"che riguarderebbe la De Girolamo ma perché cresciuta politicamente, precisa poi Mastella, in epoca di liste bloccate, mentre Clemente, precisa sempre, è invece politico "verticale"di preferenze. La De Girolamo ravvede un qualche spirito machista speso alla buona per l’ elettorato e annuncia una lettera alla Procura. Chiusura in bellezza, dunque, per il Comune-record per affluenza alle urne: l’ 83%, e a riprova dell’ interesse generale lo spoglio è stato seguito in diretta da emittenti radio e tv e dallo stesso sito del Comune meglio degli Interni, almeno fino a quando il sito municipale non è imploso per i troppi contatti. Alla fine, l’ elettorato premia il vecchio sindaco e, mentre il candidato di Berlusconi porta a casa il terzo risultato, punisce proprio gli "anziani", la triade De Mita-Viespoli-Mastella: dunque il pastone del Pit, il Patto Istituzionale Territoriale, non ha messo appetito a molti e questo è certamente un dato importante. A Benevento l’ Udeur è in caduta verticale, con un 7,2%di preferenze contro il 17,1 del 2006; l’ Udc questa volta per Nardone (nel 2006 appoggiava Pepe) porta a casa un 6,4%contro un 9,6%di 5 anni fa. Territorio e Libertà, la creatura di Viespoli, è invece al 7.4%, che non è l’ 11,7 di An nel 2006, ma resta il miglior risultato della coalizione. Invece con Pepe e in assoluto fa la parte del leone il Pd a quota 23,6%: i Ds nel 2006 presero il 13,7%delle preferenze; segue, sempre con Pepe e seconda in assoluto la lista civica per il candidato a sindaco, "Lealtà", al 15,1%; mentre l’ Api per Pepe è a quota 7%contro l’ 11,8 della Margherita del 2006. In quota Tibaldi, l’ unico risultato congruo è della lista del Pdl, all’ 8,8%, che è pari al risultato di Forza Italia nel 2006 quando con An, Cristiano Democratici e Psi i berlusconiani portarono il loro candidato ad un più onorevole (benché inutile) 42 per cento. Luca Marconi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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