21 Luglio 2013

Pepe: «Inopportuno quanto detto dal pubblico ministero»

Pepe: «Inopportuno quanto detto dal pubblico ministero»

 

IL PROCESSO si «scalda». All’ avvocato Domenico Pepe, difensore del comandate Schettino, non sono andate giù le dichiarazioni del procuratore a dibattimento in corso. Commentando a caldo il patteggiamento di cinque indagati Francesco Verusio, aveva parlato di «responsabilità» in capo all’ ex comandante Schettino, dichiarazioni che per Pepe «dovevano essere evitate per rispetto del processo». Sulla congruità della pena il legale ha aggiunto: «Questo lo rimettiamo all’ opinione pubblica, anche se noi avremmo preferito un processo con tutti gli imputati per accertare la verità. Questo sarebbe solo avvenuto con un dibattimento pieno e completo». Sulla corresponsabilità degli altri indagati Pepe ha rimarcato: «Il codice internazionale della navigazione stabilisce che tutto l’ equipaggio ha delle precise competenze e responsabilità. Ove mai si verificassero errori di alcuni, tutti hanno il dovere di collaborare finché le cose vadano al meglio. Non siamo mica sulle galere del 700 dove l’ equipaggio veniva preso a frustate se l’ equipaggio non rispettava gli ordini del comandante della nave. E quella sera, è bene ricordarlo, la nave stava facendo un passaggio così ha detto anche il procuratore e non un inchino. Il comandante non doveva essere in plancia, perché questa operazione è affidata normalmente agli altri ufficiali. Noi confidiamo nella serenità della corte la quale ha ritenuto opportuno nuovi accertamenti sull’ indicente probatorio definito da Verusio una ?pietra tombale’. Questo perché, evidentemente, manca qualcosa, del resto ? ha concluso Pepe ? la nostra richiesta é perfettamente in linea con quella del Codacons, che nel processo è nostra controparte».

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