19 Maggio 2015

Pensioni, un bonus da 278 a 750 euro

Pensioni, un bonus da 278 a 750 euro

di Nicola Corda ROMA Matteo Renzi lo chiama scherzando il “bonus Poletti”, rivolgendosi al ministro del Lavoro che con Pier Carlo Padoan, affianca il premier nella conferenza stampa. Così il nodo pensioni per ora si chiude con un decreto, come annunciato ieri, che dal 1 agosto restituisce solo in parte la rivalutazione mancata, in risposta alla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato le norme Fornero. 3 milioni e 700 i pensionati interessati, 2,18 miliardi il costo dell’ operazione, molto meno di ciò che era stato ipotizzato. Una scelta che ha fatto subito scattare le proteste delle opposizioni e l’ insoddisfazione dei sindacati. Nel dettaglio, il decreto prevede una fascia d’ intervento per le pensioni da 1.700 euro fino a i 3.200, oltre i quali non è previsto alcun rimborso. Per le prime la restituzione “una tantum”, per i due anni di blocco, sarà di 750 euro. Per le pensioni da 2.200 euro si passa a 450 euro, indennizzo che cala a 278 euro per quelle da 2.700 euro fino alla soglia massima. Il premier la spiega così: «Non abbiamo voluto fare una corsa per sentirci dire che siamo in campagna elettorale. Abbiamo voluto dare un messaggio forte ai partner europei che sulle pensioni non si scherza, ai mercati che non c’ è alcuna tensione pre-elettorale, ai pensionati che hanno il diritto di sapere». Il freno alle possibili letture maliziose ma anche una spiegazione per un intervento che tiene fuori 650 mila persone oltre la soglia dei 3.200 euro lordi. La coperta è corta i vicoli di bilancio stretti e tocca al ministro dell’ Economia spiegare che «fronteggiare tutti gli esborsi previsti dalla sentenza della Consulta avrebbe impegnato, per il solo 2015, risorse che avrebbero portato l’ indebitamento al 3,6 per cento». Sforamento sicuro e «ingresso dell’ Italia in una procedura di deficit eccessivo, il mancato rispetto della regola del debito, con la conseguente esigenza di un aggiustamento di finanza pubblica». Per Padoan significherebbe una nuova manovra che «invertirebbe la tendenza di crescita dell’ economia e di risanamento dei conti pubblici». Addio ripresina uccisa in culla e gli stessi benefici dei rimborsi sarebbero annullati. I paletti di Bruxelles sono invece così rispettati, il problema affrontato e non rinviato ci tiene a precisare Renzi che poi replica a chi chiede tutto e subito: «Semplicemente ridicolo essere criticati da chi ha votato quella norma, noi stiamo rimediando agli errori fatti da altri. Errori che costerebbero 18 miliardi e che dovremmo togliere ad altro dagli asili alle infrastrutture». Fornero da cambiare per il premier, che annuncia nuovi meccanismi dalla prossima legge di stabilità e il pagamento di tutte le pensioni a ogni primo giorno del mese. Sugli esempi degli stessi “assegni tipo” sarà poi calcolata la nuova indicizzazione che varrà dal 2016. Per 1.400 euro lordi la rivalutazione sarà a regime di 180 euro l’ anno, per le pensioni da 2.200 euro di 99, e per quelle tra i 2.700 e i 3.200 di 60 euro, secondo il criterio progressivo e di adeguatezza suggerito dalla Corte. Alle scelte del governo reagiscono con furore le opposizioni. «Nessun bonus ma una restituzione parziale e imbrogliona» commenta Brunetta di Forza Italia e Gasparri annuncia «avanti con i ricorsi». Battaglia legale anche per Fratelli d’ Italia e dal leader della Lega, Salvini che dice di voler denunciare Renzi alla Corte di Strasburgo. Toni durissimi dal Movimento 5 Stelle con Grillo che attacca: «Dal governo una presa per il culo ai pensionati, invece di restituire tutto arriva solo una piccola parte spacciata come una concessione». Ma anche i sindacati sono insoddisfatti con la Cgil e la Cisl che giudicano parziale e insufficiente la risposta del governo, mentre per la Uil la sentenza della Consulta non è rispettata. Rilievi costituzionali che restano per l’ ex vicepresidente della Corte Enzo Cheli «se si risponde con un intervento una tantum». Cartucce per i ricorsi, arma che sarà giocata anche da Codacons e FederManager pronti alla class action. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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