17 Gennaio 2021

Pensioni tagli choc agli assegni: la brutta sorpresa del 2021. E Quota 100…

 

Tagli alle pensioni in questo 2021. Secondo i calcoli della Uil, riduzione degli assegni pensionistici tra i 100 e i 170 euro per il rateo mensile. Chi verrà toccato? Tutti gli italiani che godranno di una pensione calcolata integralmente con il sistema contributivo. Tagli degli assegni meno evidenti per chi va in pensione con il sistema misto (chi ha meno di 18 anni di contributi alla fine del 1995).

Pensioni blocco rivalutazione assegni. Pensioni news

Non solo tagli. In tema di pensioni c’è stata una nuova proroga al blocco delle rivalutazioni. La decisione del Governo azzera per alcune categorie di pensionati gli adeguamenti dell’assegno previsti dalla legge e lo limita fortemente per altre categoria. “Con le ultime norme varate dal Governo e recepite dalla Circolare INPS n. 148 del 18/12/2020 si è consumato un nuovo scippo a danno dei pensionati, che dal 2011 subiscono il blocco delle rivalutazioni già ritenuto illegale dalla Corte Costituzionale – spiega il Codacons – La proroga degli adeguamenti proseguirà per tutto il 2021 e il 2022, e produrrà una perdita di 960 euro annui per ogni pensionato che percepisce un assegno mensile da 1.568 euro, ammanco che sale a 1.490 euro l’anno per le pensioni da 1.960 euro lordi al mese e raggiunge il record di 7.190 euro annui per i pensionati che percepiscono un assegno di 4.560 euro mensili”.

Quota 100 Pensioni sta per chiudersi. Siamo entrati nel suo ultimo anno poi dal primo gennaio 2022 non esisterà più. il confronto sull riforma del sistema pensionistico entra nella fase calda perchè va evitato l’effetto scalone al termine di Quota 100 e il tempo inizia a stringere (non dimentichiamo che anche Ape Sociale e Opzione donna sono state prorogate per un solo anno e andranno anche loro in ‘pensione’ a fine 2021): in assenza di una riforma si tornerebbe alla legge Fornero (42 anni e 10 mesi per gli uomini, o 41 anni e 10 mesi per le donne oppure 67 anni per la pensione di vecchiaia per tutti). Ma questo verrà evitato. Le ultime indiscrezioni danno al rialzo le chances di quota 102 Pensioni. Cosa cambierebbe? Oggi è possibile uscire dal lavoro a 62 anni con 38 di contributi. La nuova forma di flessibilità porterebbe a tenere i 38 di contributi, ma con 64 anni obbligatori per usufruire del pensionamento anticipato. Inutile però dire che la formula rischia di penalizzare moltissimi lavoratori. Dunque potrebbe profilarsi uno scontro con i sindacati.

Va ricordato che quando venne introdotta quota 100 per il triennio 2018/2021, il governo in carica in quel momento, Lega-M5S, pensava a una fase di passaggio verso l’introduzione di quota 41 per tutti: ossia tutti in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. Ma il problema è legato alle coperture: attuarla sarebbe molto oneroso per lo Stato, figuriamoci ora che il mondo vive una crisi economica per la pandemia, e dunque al momento risulta improbabile che si riuscirà a farlo. Possibile che venga introdotta per i lavoratori ‘fragili’ (ma andrà poi capito chi entrerà nella platea e questo è un tema abbastanza complesso)

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