5 Novembre 2011

Pensioni più povere, ma è assalto  

Pensioni più povere, ma è assalto

Il Codacons lancia «una class action gratuita contro la Pubblica Amministrazione e in favore dei pensionati, volta ad obbligare lo Stato Italiano ad emettere provvedimenti in grado di riequilibrare la disastrosa situazione economica degli anziani». Secondo l’ associazione dei consumatori, il potere d’ acquisto delle pensioni si è dimezzato «negli ultimi 18 anni, e rischia di far entrare a breve centinaia di migliaia di anziani nella fascia di povertà, considerate le novità introdotte dalla manovra». Il nodo delle pensioni resta uno dei più complessi in questa tormentata fase di Governo. E se l’ aggiustamento dell’ età pensionabile a 67 anni nel 2026 è praticamente cosa fatta, il tema forte su cui si dibatte è la riforma delle pensioni di anzianità, che sono anche quelle che pesano di più sui conti dell’ Inps. In Friuli Venezia Giulia nel 2011 dovrebbero essere 104mila e 880 i pensionati secondo il regime di anzianità e percepiranno un assegno medio di 1422 euro mensili. Questi pensionati, che termineranno la vita lavorativa avendo almeno 35 anni di contributi versati, incidono sul monte delle pensioni vigenti per oltre il 63%, ovvero 1,93 miliardi di euro. Coloro che invece usciranno con la pensione di vecchiaia costeranno alle casse Inps 927 milioni di euro: si tratta di 130 mila assegni di quiescenza, cioè circa il 30% in più, ma avranno un assegno medio mensile pari al 38% dei più fortunati pensionati per anzianità: 546 euro. In tutto le pensioni per quiescenza (vale a dire anzianità, vecchiaia e pre-pensionamento) saranno oltre 245mila per un assegno medio mensile di 956 euro. C’ è un dato che maggiormente sconcerta È l’ assoluta disparità che emerge analizzando le pensioni in base al regime di liquidazione. A godere del vecchio regime retributivo, che si applica ai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, sono state nel corso del 2010 oltre 10mila pensioni, cioè oltre il 78% delle pensioni liquidate l’ anno scorso. Questo regime, tra le origini dei guai della sostenibilità finanziaria dell’ Inps, stabilisce che la pensione venga calcolata non secondo parametri assicurativi, cioè sulla base dei contributi effettivamente versati, ma rapporta l’ assegno alla media delle retribuzioni (o redditi per i lavoratori autonomi) degli ultimi anni lavorativi. Succede così che le quasi 11mila pensioni erogate nel 2010 in Friuli Venezia Giulia abbiano pesato sull’ importo complessivo erogato, di oltre 12miliardi e 666 milioni di euro per oltre il 78,8%, ovvero più o meno 11 miliardi di euro e mezzo. Queste e altre situazioni stanno producendo una situazione di insostenibilità per l’ Inps. Secondo una recente ricerca della Cgia di Mestre che ha messo a confronto la spesa pensionistica e i relativi contributi versati dai lavoratori a tutti gli enti previdenziali, il Friuli Venezia Giulia è al 74,6% della copertura delle pensioni che roga. Ciò significa che dei 3 miliardi di pensioni, tra vecchiaia, anzianità e pre-pensionamenti che dovrà erogare l’ Inps quest’ anno non tutto l’ ammontare sarà coperto dai contributi versati dai lavoratori non ancora pensionati. A questo si somma poi il plotone dei baby pensionati, che secondo le elaborazioni fatte da Centro studi sintesi sarebbero nella regione circa 20mila 537, cioè il 3,7% del totale delle pensioni, per una mensilità media di oltre 1400 euro. A livello di assegni invece nel 2010 si sono erogate 272 pensioni sopra i 3mila euro mensili e il 40% di questi facoltosi quiescenti abita ad Udine. Ma emerge anche che oltre 16mila e 500 pensionati hanno un assegno mensile inferiore ai 749 euro, e di questi il 55% è sempre residente a Udine. A seguire tra i più poveri con la medesima percentuale, Trieste e Pordenone. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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