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12 Giugno 2010

Pensioni più povere: 3 su 4 sotto i mille euro

 ROMA C’ è la previdenza al centro del confronto sulla manovra economica. Non solo l’ innalzamento dal 2012 a 65 anni dell’ età pensionabile delle donne del pubblico impiego varato dal governo e che ieri ha ricevuto il plauso della Commissione Ue («l’ Italia ha fatto esattamente quello che speravamo»), ma anche le voci di possibili interventi anche per le dipendenti private. La Confindustria ha dato il via libera e il governo ci sta lavorando, anche se non in tempi brevi. A far discutere, però, oltre ai requisiti ci sono anche gli importi. Proprio ieri l’ Istat, sulla base dei dati Inps del 2008, ha presentato una situazione allarmante: il 71,9% delle pensioni in Italia non supera i 1.000 euro, un assegno da poveri con cui devono fare i conti oltre 8 milioni di lavoratori a riposo, che rischiano la miseria se a secco di altre entrate, visto che una pensione su due è sotto i 500 euro (45,9%). Il 32,4% ha più di una pensione, ma l’ importo medio rimane poco sopra i mille euro. E per le donne l’ assegno è anche più leggero, addirittura del 30,5% inferiore rispetto agli uomini. Nonostante questo, la spesa pensionistica in Italia continua la sua inesorabile crescita (+3,5%) e pesa sempre di più sul Pil (15,38%). Con il capitolo vecchiaia che assorbe il 70% della spesa totale, seguito da superstiti (14,9%), invalidità civile (5,9%) e invalidità (5%). A pesare anche l’ allungamento della vita e i baby-pensionati. Per l’ Istat il 30,3% dei beneficiari ha meno di 64 anni, e di questi il 3,7% è under 40. I pensionati che se la passano peggio sono i titolari di pensioni sociali, che hanno redditi inferiori ai 500 euro. Viceversa, nella maggior parte dei casi i titolari di pensioni ai superstiti e i beneficiari di pensioni di invalidità civile e/o indennità di accompagnamento, ricevono redditi pensionistici tra i 1.000 e i 1.500 euro. I pensionati sono 16,8 milioni di persone, 70 ogni 100 occupati secondo la media nazionale. Il carico aumenta nel Mezzogiorno (79 ogni 100) mentre è più contenuto al Nord (65 ogni 100). Dati preoccupanti per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che invita a «tagliare le tasse per i pensionati». La Cgia di Mestre sottolinea come «in passato la previdenza è stata usata come un vero ammortizzatore sociale, togliendo risorse importanti a esclusione sociale, disoccupazione e famiglia». Il Codacons ricorda che «l’ importo di una pensione al netto delle tasse è inferiore del 15% rispetto a Francia, Spagna e Germania, dove non esiste tassazione sulle pensioni, mentre in Gran Bretagna la pressione fiscale è minima e di circa l’ 1,6%».
 

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