26 Giugno 2015

Pensioni, ok ai rimborsi Da agosto gli arretrati

Pensioni, ok ai rimborsi Da agosto gli arretrati
via libera dell’
inps: la consulta aveva bocciato il blocco dell’ indicizzazione per gli
assegni fino a 1.500 euro bonus da 796 euro, pagati anche gli eredi.

ROMA Arriva l’ una tantum per i pensionati con assegni da tre a sei volte il minimo che il decreto Salva Italia varato dal governo di Mario Monti aveva sterilizzato, bloccando le indicizzazioni. Dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il provvedimento, l’ Inps dà il via libera alla restituzione delle somme con una circolare applicativa dell’ articolo 1 del decreto 65 con cui l’ esecutivo di Matteo Renzi ha corretto il tiro dopo la pronuncia della Consulta. Il rimborso per il periodo gennaio 2012- agosto 2015 arriverà il prossimo primo agosto: chi percepiva un assegno fino a 1.500 euro lordi riceverà 796 euro. L’ esempio individuato dall’ istituto di previdenza è quello della classe di pensionati aventi diritto più popolosa, oltre la metà del totale. Da agosto, quindi, la base della pensione sarà pari a 1.525 euro e da gennaio 2016 sarà di 1.541 euro. La ricostituzione dei trattamenti avverrà d’ ufficio, dunque senza alcuna necessità di fare domanda. Il bonus comprende 210,6 euro di arretrati relativi al 2012; 447,2 euro per il 2013; 89,96 per il 2014 e 48,51 per il 2015. Fino a tre vole il minimo, dunque, il reintegro sarà del 100% per i trattamenti fino a tre volte il minimo. Per le pensioni fra le tre e le quattro volte il minimo (circa tra 1.500 e 2.000 euro) la rivalutazione per il 2012-13 scende al 40% dell’ inflazione (2,7% per il 2012, 3% per il 2013); per le pensioni tra quattro e cinque volte il minimo (tra 2.000 e 2.500 euro lordi al mese) sarà del 20 dell’ inflazione; per le pensioni tra i 2.500 e i 3.000 euro la rivalutazione sarà pari al 10% di quanto perso. Le pensioni di importo superiore a sei volte il minimo, circa 3.000 euro lordi mensili, invece non avranno diritto a rimborsi. Per il 2014 e per il 2015 la rivalutazione sarà pari al 20% dell’ aumento ottenuto per ogni fascia di reddito nel biennio 2012-2013, mentre per il prossimo anno la rivalutazione sarà pari al 50% dell’ aumento ottenuto per ogni fascia di reddito nel biennio 2012-2013. Le somme arretrate, spiega l’ Inps, saranno assoggettate a Irpef con regime di tassazione separata, con esclusione delle somme maturate successivamente al 31 dicembre 2014, che sono assoggettate, invece, alla tassazione ordinaria. I rimborsi per le pensioni comprese tra le tre e le sei volte il minimo saranno restituiti anche nel caso in cui il titolare sia deceduto. Gli eredi, però, dovranno presentare una domanda. «Il calcolo delle differenze spettanti -spiega l’ Inps m- verrà effettuato anche per le pensioni che al momento della lavorazione risulteranno eliminate. Il pagamento sarà effettuato a domanda nei limiti della prescizione». Ma sindacati e associazioni sono sul piede di guerra: «Sulla rivalutazione delle pensioni c’ è stato il primo incontro con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, e abbiamo detto che la soluzione è assolutamente insufficiente – dice il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan – Vogliamo che i pensionati vedano davvero riconoscere il loro diritto». Anche il Codacons protesta: «Il decreto non solo non risarcisce i pensionati per l’ ingiusta decurtazioni subita, ma addirittura crea disparità di trattamento pur in presenza dei medesimi diritti» spiega il presidente Carlo Rienzi. A fotografare la situazione dei pensionati italiani, nel giorno dell’ annuncio dell’ Inps, è l’ Istat: nel 2013 infatti sono state erogate 23,3 milioni di pensioni: il 56,3% a donne, il 43,7% a uomini. Le donne rappresentano più della metà (il 52,9%) dei pensionati (8,7 su 16,4 milioni), ma percepiscono solo il 44,2% dei 273 miliardi complessivi. Oltre la metà delle pensionate (il 50,5%) – 4,36 milioni – ha un assegno inferiore a 1.000 euro contro il 31% dei pensionati. Le donne hanno un reddito medio di 13.920 euro l’ anno contro i 19.685 degli uomini. Nel 2013 la spesa pensionistica – 272,7 miliardi – è stata erogata per oltre la metà (50,3%) al Nord. L’ importo medio è di 17.007 euro, con differenze nelle diverse aree: 18.139 euro al Nord Ovest, 17.371 nel Nord Est, 18.150 al Centro e 14.980 al Sud. In quest’ ultima area oltre un quarto delle pensioni è di natura assistenziale, una percentuale doppia rispetto al Nord (13,1% Nord Ovest, 13,3% Nord Est).(m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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