«Pensioni, la metà è sotto i 1.000 euro»
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. «Nessun rischio né per oggi né per domani. Le pensioni sono e saranno sempre e regolarmente pagate. Il sistema è in piena sicurezza». Il presidente dell’ Inps, Antonio Mastrapasqua, ha rassicurato dopo la lettura alla Camera del Rapporto 2012, dal quale emerge un “rosso” di quasi 9 miliardi di euro derivante dalla fusione con Inpdap ed Enpals. «Un disavanzo – ha detto il presidente – in tutto imputabile alla gestione dei lavoratori pubblici» ma che «non preoccupa la stabilità finanziaria del sistema». Negli ultimi 4 anni, l’ Inps aveva cumulato oltre 25 mld di saldi positivi. Ogni mese, l’ istituto eroga circa 21,1 mln di pensioni a poco meno di 16 mln di cittadini, per una spesa globale di 261,3 miliardi, di cui 63,3 provenienti da pensioni ex Inpdap ed ex Enpals. La spesa per le sole pensioni Inps è stata di 198 miliardi di euro (+1,8% rispetto al 2011), di cui il 20% sono prestazioni assistenziali, in maggioranza destinate al pubblico femminile, per un valore medio di 428 euro. L’ aumento del 34,4% delle uscite è dovuto quasi integralmente all’ incorporazione degli enti soppressi: 62,3 mld all’ ex Inpdap (magistrati, scuola, forze armate, enti locali). Il 58% sono erogati a donne. Le pensioni a carico dell’ ex Enpals (lavoratori dello spettacolo) ammontano a 943 mln e il 52% va alle donne. Gli effetti delle riforme previdenziali risultano evidenti: nell’ ultimo anno le pensioni di vecchiaia sono aumentate dell’ 8,8%, quelle di anzianità sono calate del 25,1%. Le pensioni di vecchiaia liquidate nel 2012 sono destinate per il 61% a lavoratori dipendenti con età media alla decorrenza di 62,9 anni. Il residuo 39% è andato a lavoratori autonomi e parasubordinati, con età media di 64,6-67,8 anni. Si parla spesso di pensioni d’ oro opposte alle “pensioni di fame”. L’ importo medio delle prestazioni Inps è di 881 euro; quello delle pensioni ex Inpdap di 1.725 euro e quello dei trattaenti ex Enpals di 1.175 euro: il reddito pensionistico medio mensile è di 1.518,57 euro (1.518,57 per gli uomini e 1.053,35 per le donne). Mastrapasqua ha precisato che il 73% dei percettori prende una sola pensione per un valore medio mensile di 1.196 euro (878 per le donne). Il restante 27% cumula due o più pensioni con un reddito medio di 1.478 euro mensili. Sono state individuate sette classi di reddito da pensione, con importo mensile variabile da un minimo di 310,82 euro (14,3%) e un massimo di 3.000 e oltre (4,1%). La classe più numerosa percepisce una pensione tra 500 e 1.000 euro (30,9%), seguita dai soggetti tra 1.000 e 1.500 euro (25%). Seguono i pensionati con reddito tra 1.500 e 2.000 (14,6%). Abbiamo poi i pensionati tra 2.000 e 2.500 euro (7,7%) e quelli tra 2.500 e 3.999 euro (3,4%). La metà degli oltre 15 milioni di pensionati prende meno di mille euro e le donne hanno un trattamento più basso rispetto agli uomini. Immediata la reazione del segretario generale del sindacato pensionati della Cgil, Carla Cantone, per la quale «la condizione dei pensionati in Italia è una vera e propria emergenza che nessuno vuole affrontare. Anzi, c’ è addirittura chi si ostina a parlare di loro come dei privilegiati a cui ridurre tutele e diritti acquisiti». Il Codacons osserva che circa 7,2 milioni di pensionati avevano nel 2012 un reddito da pensione inferiore a mille euro, che li costringe a vivere di stenti e rinunce. Ma quando vengono erogate pensioni da fame, sarebbe giusto difendere il loro potere d’ acquisto, mentre dal 2002 ad oggi i pensionati hanno avuto un’ inflazione da doppia a tripla rispetto a quella ufficiale. Aver bloccato la rivalutazione delle pensioni d’ importo superiore a 1.400 euro lorde è vergognoso. Paolo R. Andreoli 17/07/2013.
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