7 Novembre 2015

Pensioni, in fila per protestare

Pensioni, in fila per protestare
piediripa, incontro con i sindacati: «situazione drammatica»

di CHIARA GABRIELLI «OGNI GIORNO abbiamo la fila di pensionati che vengono a chiederci rispetto e giustizia. Non ce la facciamo più ad andare avanti». DURO l’ intervento di Antonio Marcucci (Spi-Cgil) al termine dell’ incontro di ieri mattina sul tema delle pensioni «Attivi unitari» organizzato da Cgil Cisl e Uil nella sede della Provincia a Piediripa. «Siamo tutti in una situazione drammatica – dice Angelo Previati (Spi di Recanati), è un circolo vizioso che coinvolge tanto gli anziani quanto i giovani. Qualche giorno fa, è venuto in sede un papà, aveva le lacrime agli occhi. Ha detto che suo figlio aveva ottenuto il contratto a tempo indeterminato. Perché piangeva, allora? Perché il figlio dovrà fare 60 chilometri al giorno per lavorare in un’ azienda una sola giornata a settimana. Ecco, è questo il punto a cui siamo arrivati. Noi pensionati abbiamo lavorato per costruire il futuro – continua -, abbiamo scioperato per far sì che il welfare sia forte. E invece ora il welfare ce lo stanno smantellando sotto gli occhi, in modo violento. Dovremmo combattere, essere la stampella dei giovani e il loro punto di riferimento». Il blocco delle pensioni continua a produrre conseguenze, «ci hanno tolto tanto e non ci hanno mai ridato nulla – sottolinea Marcucci, riferendosi al governo -, i pensionati chiedono il rispetto della legge costituzionale. Abbiamo perso un sacco di soldi che non rivedremo più». Ormai, secondo i sindacati, bisogna parlare non più semplicemente di pensioni basse, ma di situazioni di vera e propria povertà. «Le risorse messe a disposizione dal fondo di stabilità sono insuffucienti a coprire tutti i casi – spiega Dino Ottaviani, Cisl -. Basta pensare all’ alta richiesta di aiuti; i beneficiari della social card Marche nel 2013 sono stati 4.610 di cui il 67% donne. L’ importo medio delle pensioni a Macerata è di 844 euro e, nelle Marche, il 15% ha una pensione tra 250 e 499 euro e ben il 36% compresa tra 500 e 749 euro. Senza parlare, poi, del trattamento fiscale delle persone, che in Italia è altissimo (17%) se confrontato con quello di altri Paesi come la Germania, dove la tassazione è allo 0,2% (dati Codacons 2014). E poi ci meravigliamo se tanti dei nostri pensionati vanno a vivere in Spagna o in Portogallo». I PENSIONATI, poi, oltre a sentirsi «bancomat del governo, sono coloro che portano avanti, in molti casi, tutta la famiglia. Basta vedere il tasso di disoccupazione giovanile a Macerata, che raggiunge nel 2014 il 21,5%». Dulcis in fundo, la sanità: «Le liste d’ attesa sono interminabili – precisa Ottaviani – e quindi la gente è costretta a pagare. Ogni cittadino spende almeno 500 euro all’ anno per curarsi e nel 47% della famiglie almeno un componente ha dovuto rinunciare a una prestazione sanitaria all’ anno».

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