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16 Aprile 2012

PENSIONI IL CODACONS PREPARA UN RICORSO COLLETTIVO CONTRO IL BLOCCO DEI PENSIONAMENTI PER IL RECUPERO DEI DIRITTI QUESTITI E IL RISARCIMENTO DEL DANNO PATITO

    PENSIONI
    IL CODACONS PREPARA UN RICORSO COLLETTIVO CONTRO IL BLOCCO DEI
    PENSIONAMENTI PER IL RECUPERO DEI DIRITTI QUESTITI E IL RISARCIMENTO
    DEL DANNO PATITO

    Ancora
    una volta il mondo della scuola patisce riforme previdenziali
    ingiuste. L’articolo 24 del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011,
    convertito in legge n. 214 del 22 dicembre 2011 e, da ultimo, il
    decreto
    legge n.216 del 2011 convertito con modificazioni dalla legge n. 14
    del 2012,
    hanno
    modificato i requisiti di accesso al trattamento pensionistico,
    facendo salvo il diritto all’applicazione della previgente
    normativa
    SOLTANTO per
    il personale che abbia maturato i requisiti anagrafici e contributivi
    entro il 31 dicembre 2011
    .
    Questa disposizione ha cancellato i diritti quesiti per migliaia di
    insegnanti e Ata, capovolgendo le loro legittime aspettative di vita
    e di sussistenza.

    L’azione
    riguarda il personale “pensionando” della scuola, che maturera’
    i requisiti del pensionamento secondo il precedente sistema, non
    entro il 31 dicembre 2011, bensi entro il 31 agosto 2012 E CHE PER
    QUESTO INGIUSTO SBARRAMENTO TEMPORALE restererà escluso dalla
    possibilità di andare in pensione con l’applicazione delle norme
    più favorevoli.

    L’azione,
    che sarà proposta innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del
    Lazio, mira all’annullamento e sospensione degli atti generali
    applicativi di questo nuovo impianto normativo, nonchè alla loro
    corretta interpretazione (D.M. n.22 del 12 marzo 2012 e C.M. n.23 del
    12 marzo 2012, Circolare Inps n. 35 e 37 del 14 marzo 2012), ed alla
    proposizione della relativa questione di costituzionalità che mira a
    consentire il vaglio della Corte Costituzionale, perché emerga la
    gravissima illegittimità costituzionale dell’impianto normativo e
    delle disposizioni transitorie per l’ingiusta compromissione dei
    diritti gia’ acquisiti e la violazione dei principi che informano
    la disciplina del proprio contratto di lavoro, nonchè ad avanzare le
    giuste richieste di risarcimento del danno patito.

    Il
    Governo pare aver ignorato la particolarità del settore scolastico e
    delle norme di riferimento e il Ministero dell’Istruzione male
    interpreta l’impianto normativo alla luce della particolarità del
    settore scolastico. Le esigenze di governo della spesa pubblica
    non hanno tenuto conto della circostanza che il personale della
    scuola matura i requisiti per la pensione secondo regole proprie.

    E’ noto, infatti, che nella scuola l’anno scolastico rappresenta
    e coincide anche con l’anno di servizio per gli insegnanti. L’art.
    1, comma 1 del D.p.r. n.351 del 1998 collega la cessazione dal
    servizio nel comparto scuola con l’inizio dell’anno scolastico.
    La particolarità del sistema della scuola, peraltro, è confermata
    da tutte le norme anche di stampo pensionistico che si sono via via
    succedute (si pensi all’art. 59, comma 9 L n.449/1997; all’ art.
    1 comma 2 lettera a) e comma 5 lettera d) L.247/2007; art.12
    L.122/2010 e art.1 comma 21 L.148/2011).

    Rammentiamo
    quanto affermato dal C.d.S., sez. consultiva per gli atti normativi
    in sede di parere reso il 9 giugno 2009 n. 1943/09 sull’art. 4
    della L. 15/09 in tema di azione collettiva nei confronti della P.A.:
    “…La privatizzazione del pubblico impiego e
    la riforma della dirigenza, le leggi “Bassanini” e i
    conseguenti decreti di attuazione, la riforma del titolo V della
    Costituzione, le leggi di semplificazione normativa per il 2003 e
    2005, la riforma della Legge n. 241 del 1990 (Leggi 15 e 80 del
    2005),
    hanno prepotentemente veicolato nel sistema
    amministrativo la concezione sostanziale del buon andamento….. Lo
    sforzo del creatore di norme, così come quello dell’interprete,
    appare proiettato nel coordinare questi due principi (buon andamento
    e legalità), specie nella materia dell’organizzazione, dove
    maggiore è il peso che il valore economico del buon andamento

    sta assumendo, come tecnica di contenimento del debito pubblico, da
    tempo giunto a livelli di guardia, e fattore di produzione
    dell’attività amministrativa rivolta alla soddisfazione del
    cittadino”.

    Lo
    Stato ha in questa faccenda anche la veste di datore di lavoro, ed
    insieme a tutti i datori di lavoro E’ IL PRIMO A DOVER RISPETTARE I
    PRINCIPI DI CORRETTEZZA E BUONA FEDE POSTI DALLA COSTITUZIONE
    ITALIANA E DAGLI ARTT. 1175 E 1375 DEL CODICE CIVILE.
    In particolare il principio di correttezza e buona fede
    “si
    esplica nell’imporre, a ciascuna delle parti del rapporto
    obbligatorio, il
    dovere di
    agire in modo da preservare gli interessi dell’altra
    ,
    a prescindere dall’esistenza di specifici obblighi contrattuali o
    di quanto espressamente stabilito da singole norme di legge”.(
    Corte
    di Cassazione Sez. lavoro del 25 gennaio 2011, n. 1699
    ;
    Cass. sez. lav., 13 maggio 2004 n. 9141
    )).

     

    Interessati
    al ricorso sono pertanto:

    1. tutti
      gli insegnanti della scuola pubblica che hanno presentato entro il
      30 marzo 2012 domanda di pensione e/o certificazione ex D.M. del
      Miur n.22/2012, ma che avrebbero maturato i requisiti per il
      collocamento in quiescenza secondo le vecchie regole, entro il
      31/08/2012, e tutti coloro che, di conseguenza, sono esclusi dalle
      norme transitorie di favore dell’art. 24 commi 14, 15 e ss, di cui
      alla C.M. 23 del 12 marzo 2012.
    2. E’
      interessato all’azione quindi il personale della scuola che
      raggiunga i requisiti necessari per l’accesso al trattamento di
      pensione di anzianità
      di 60 anni di età e 36 di
      contribuzione o 61 anni di età e 35 di contribuzione, entro agosto
      2012 e non entro dicembre 2011. Ancora è interessato il perosnale
      della scuola che raggiunga i requisiti utili per la pensione di
      vecchiaia di 65
      anni
      di età per gli uomini e 61
      di età per le donne, con
      almeno 20 anni di contribuzione. (15 per chi è in possesso di
      anzianità contributiva al 31 dicembre 1992, ai sensi dell’art. 2
      c. 3 lett, C del D.lgs n. 503 del 30/12/92) entro l’agosto 2012 e
      non entro il dicembre 2011. Nonchè lo stesso personale che
      raggiunga il limite di anzianità contributiva di
      40
      anni
      sempre entro agosto
      2012 e non entro la predetta data del 31 dicembre 2011. Infine, chi
      abbia
      compiuto almeno 57 anni di età e
      35 anni di anzianità contributiva
      entro
      il 31 agosto 2012

    Per chi avesse dubbi,
    e volesse avere spiegazioni può chiamare il numero di telefono
    892007 dove un operatore dalle ore 15.30 alle ore 16.30 tutti i
    giorni vi aiuterà
    . Ma attenzione perchè questo servizio ha
    un costo sia pure minimo (CLICCA QUI per sapere i costi del servizio).

    L’ADESIONE AL
    RICORSO COLLETTIVO, PUO’ ESSERE FATTA SEMPLICEMENTE COMPILANDO IL
    FORM CHE VI PERMETTERA’ DI RICEVERE VIA MAIL LA MODULISTICA
    NECESSARIA PER PARTECIPARE ALL’AZIONE ALL’INDIRIZZO WEB

    www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=124&css=1&access=ok

    …PIU’ SIETE PIU’ E’ FACILE OTTENERE GIUSTIZIA !!!!

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