30 Gennaio 2014

Pensioni, altolà Ue: minime inadeguate

Pensioni, altolà Ue: minime inadeguate

In Italia l’ ammontare delle pensioni minime è «inadeguato» e non c’ è una legislazione in grado di garantire alle persone anziane lo stesso livello di vita del resto della popolazione. Queste sono due delle sette violazioni della Carta sociale europea evidenziate nel rapporto del Comitato per i diritti sociali del Consiglio d’ Europa. Firmata a Torino nel 1961 e rivista nel 1996, la Carta è una delle convenzioni internazionali alla base dell’ attività del Consiglio d’ Europa, l’ organismo paneuropeo a cui aderiscono 47 Paesi.Naturale complemento alla Convenzione europea dei diritti dell’ uomo che tutela i diritti civili e politici degli individui, garantisce i diritti sociali ed economici in materia di alloggio, salute, istruzione, occupazione, circolazione delle persone, non discriminazione e tutela giuridica.Il documento, reso noto ieri, è composto da cinquanta pagine e prende in esame il periodo che va dal primo gennaio 2008 al 31 dicembre 2011. L’ analisi condotta dal Comitato ha riguardato anche le politiche per la lotta alla povertà e all’ esclusione sociale, le norme che devono garantire il diritto alla sicurezza sui luoghi di lavoro e quelle relative all’ accesso ai servizi sanitari e all’ assistenza sociale. Il Comitato per i diritti sociali ha il compito di verificare la compatibilità delle situazioni nazionali con quanto indicato nella Carta. «L’ Italia non ha dimostrato di aver adottato misure adeguate per combattere la povertà e l’ esclusione sociale», è la sentenza. «Finalmente una conferma di quanto va sostenendo il Codacons, che dal 2002, ininterrottamente, denuncia come i pensionati abbiano avuto in questi anni un’ inflazione da doppia a tripla rispetto alla media delle famiglie italiane e di come sia indispensabile un indice ad hoc appositamente costituito per loro, per rivalutare, almeno le pensioni più basse, alla loro inflazione reale – afferma l’ associazione -. Se, infatti, vengono date pensioni da fame, almeno si abbia il pudore di mantenerle costanti in termini di potere d’ acquisto». «Il monito che ci arriva dall’ Europa rappresenta l’ ennesima conferma dell’ inadeguatezza dell’ attuale legge in materia pensionistica – afferma invece Massimo Vivoli, presidente di Fipac Confesercenti -. Nelle cinquanta pagine di documento viene chiaramente spiegato che nel nostro Paese non c’ è una legislazione in grado di garantire alle persone anziane lo stesso livello di vita del resto della popolazione. Un ulteriore richiamo – conclude Vivoli – sulla tenuta sociale ed economica del nostro Paese, nonché uno stimolo a rivedere l’ attuale legge Fornero».

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