Pensione, pagamento il 10 del mese? Consumatori contrari
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fonte:
- Help Consumatori
La pensione potrebbe arrivare il 10 del mese. La novità emerge dalla legge di stabilità: una norma contenuta nel disegno di legge prevede infatti che a partire dal 2015 le pensioni saranno messe in pagamento il 10 di ogni mese. L’ annuncio ha avuto già un effetto: i Consumatori sono assolutamente contrari a questa previsione, considerata fonte di disagi infiniti per pensionati che in gran parte ricevono pochi soldi. E con quelli mandano avanti anche le famiglie. Spiegava nei giorni scorsi il sito pensionioggi.it : ” Potrebbero cambiare le date di accredito dei trattamenti previdenziali. L’ articolo 26 della bozza del disegno di legge di stabilità 2015 prevede che, dal prossimo 1° gennaio 2015 , al fine di razionalizzare ed uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’ Inps, assegni e prestazioni previdenziali nonché l’ indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, “sono poste in pagamento il 10 di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile” con unica soluzione nei confronti dei beneficiari di più trattamenti, se non sono presenti cause ostative”. Per Federconsumatori e Adusbef si tratta di ” una misura ingiusta e inaccettabile , che si configura come un vero e proprio sopruso nei confronti dei pensionati, che, non lo dimentichiamo, sono stati tra le fasce più colpite dalla crisi economica. Il danno rischia di estendersi all’ intera economia: sono infatti gli anziani nonni e zii, molto spesso, a mandare avanti interi nuclei familiari. La mancanza di lavoro di figli e nipoti, infatti, ricade sulle loro spalle”. Per le due associazioni “la vera operazione chiave per creare benefici al sistema economico ed alle condizioni delle famiglie non è ritardare i pagamenti delle pensioni, bensì avviare un serio, responsabile, concreto ed immediato piano straordinario per il lavoro”. Contrario al posticipo del pagamento delle pensioni anche il Codacons , che oggi metterà online sul proprio sito un modulo con cui i pensionati potranno diffidare l’ Inps a non introdurre la novità prevista dalla legge di Stabilità. Dice il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi: “Se il provvedimento otterrà il via libera, il danno per i pensionati sarà enorme, così come i disagi per gli anziani. Sulla data di pagamento all’ 1 del mese si basano infatti numerose scadenze in capo ai pensionati, come rate di affitti, mutui, debiti, finanziamenti, oppure abbonamenti e altre scadenze. Ma anche in assenza di tali impegni finanziari, il posticipo dei pagamenti – considerato soprattutto che in Italia vi sono 2,1 milioni di pensionati che ricevono un assegno di importo al di sotto dei 500 euro, cifra inferiore alla soglia di povertà relativa fissata dall’ Istat – creerà un gap che oltre a produrre evidenti disagi potrebbe mettere in seria crisi la liquidità di migliaia di anziani, con conti bancari in rosso e pagamenti di commissioni in favore delle banche”.
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