Pensione al 10 del mese? Solo per chi ha il doppio assegno
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fonte:
- il Salvagente
Franco Pennello Marcia indietro del governo sul posticipo del pagamento delle pensioni al 10 del mese. Dopo le roventi polemiche scatenate dai sindacati e dalle associazioni dei consumatori stamattina è intervenuta l’ Inps a correggere il tiro. Precisando che il provvedimento riguarderà solo chi ha una doppia pensione. Ossia 800.000 persone. Gli altri 15 milioni di pensionati continueranno a percepirla come prima: il 1° del mese se erogata dall’ Inps, il 16 se dall’ Inpdap. La nuova formulazione La modifica è ora al terzo comma dell’ articolo 26 della bozza della Stabilità che fino ad ora è circolata, ma di cui ancora non c’ è un testo definitivo. “A decorrere dal 1° gennaio 2015, al fine di razionalizzare e uniformare le procedure ed i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’ Istituto nazionale della previdenza sociale, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’ Istituto nazionale per l’ assicurazione contro gli infortuni sul lavoro sono poste in pagamento il giorno 10 di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, con un unico pagamento, ove non esistano cause ostative, nei confronti dei beneficiari di più trattamenti”, recita la nuova versione. Esultano i sindacati Esultano i sindacati che si prendono i meriti del cambio di rotta del governo. “Ci siamo ribellati a un’ ingiustizia e se non avessimo fatto sentire la nostra voce non l’ avrebbero cambiata. È un risultato parziale, non saremo del tutto soddisfatti fino a che non torneranno indietro anche sull’ unificazione al 10 del mese per gli 800.000 pensionati che ricevono il doppio assegno Inps-Inpdap. Perché l’ unificano al ribasso?”, ha commentato la segretaria dello Spi-Cgil Carla Cantone. L’ aggiornamento del 21 ottobre Il governo Renzi vuole posticipare il pagamento delle pensioni di 10 giorni. Dal 1° al 10 del mese. Lo prevede un comma all’ interno della legge di stabilità (ancora in fase di presentazione), che sicuramente genererà veementi proteste. Non a caso, appena scovato il comma, i sindacati dei pensionati sono insorti: “È inaccettabile, un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani. Il governo non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato come complicargli ulteriormente la vita. È semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo cosa abbiano fatto di male i pensionati e gli anziani per essere trattati così”, tuonano in una nota congiunta i segretari generali, di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Carla Cantone, Giggi Bonfanti e Romano Bellissima. Contrario anche il Codacons Della stessissima idea anche il Codacons: “Se il provvedimento otterrà il via libera, il danno per i pensionati sarà enorme, così come i disagi per gli anziani. Sulla data di pagamento all’ 1 del mese si basano infatti numerose scadenze in capo ai pensionati, come rate di affitti, mutui, debiti, finanziamenti, oppure abbonamenti e altre scadenze. Ma anche in assenza di tali impegni finanziari, il posticipo dei pagamenti creerà un gap che oltre a produrre evidenti disagi potrebbe mettere in seria crisi la liquidità di migliaia di anziani, con conti bancari in rosso e pagamenti di commissioni in favore delle banche”.
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