Pensionato suicida, si indaga per istigazione
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- Avvenire
Aveva perso i risparmi nel crac di Banca Etruria L’ ultima lettera: «È una truffa organizzata» ROMA Irisparmi di una vita vanno in fumo. E lui si impicca. Diventa un caso politico e giudiziario la vicenda del pensionato di Civitavecchia suicidatosi, secondo quanto ora emerge, in seguito alla perdita di oltre 100mila euro nel fallimento della Banca dell’ Etruria. La procura della cittadina portuale del Lazio vuole vederci più chiaro e ha avviato un’ inchiesta. Il fascicolo, aperto d’ ufficio a carico di ignoti, ipotizza il reato di istigazione al suicidio. È una storia che parla di fiducia tradita quella di Luigino D’ Angelo, 68 anni, che da oltre 50, come i suoi genitori, era correntista dell’ istituto. Poco prima di impiccarsi in casa, l’ uomo aveva affidato al computer un racconto amaro sull’ impossibilità di rientrare in possesso dei suoi risparmi, con i funzionari di banca che continuavano a rassicurarlo sul fatto che tutto andava bene. Il suicidio di D’ Angelo risale al 28 novembre e la lettera – ora agli atti della procura insieme all’ esposto del Codacons sulla vicenda – è rimasta nella memoria del pc fino a quando la moglie si è ricordata di aver visto il marito alla tastiera poco prima di uccidersi. «Sono rimasto in attesa di una chiamata per la vendita dell’ obbligazione subordinata, che non è mai arrivato», un passaggio pubblicato dal sito del Fatto quotidiano. Fino a che «non è stato fatto il decreto legge che ha portato all’ azzeramento delle mie obbligazioni. Così ho visto sfumare il lavoro di una vita. Ora ditemi se questa non è una truffa organizzata». Il collegamento tra il suicidio e i problemi con la banca, rivelato l’ altroieri del sito Etruria news, è rimbalzato subito nelle cronache nazionali, segnate dalle polemiche sul decreto che ha salvato le banche senza adeguata tutela per le obbligazioni subordinate (proprio quelle che il pensionato aveva sottoscritto). Paolo Gianlorenzo, direttore del quotidiano online, amico di D’ Angelo, parla della lettera come di «un atto di accusa nei confronti della Banca dell’ Etruria ». Si dice colpito l’ ad della Nuova Banca Etruria, Roberto Bertola. «Dal punto di vista umano è una cosa devastante», dice, promettendo approfondimenti sull’ accaduto. Il suicidio ha lasciato sgomenti altri amici, che non presagivano nulla e parlano di una persona solare dalle mille passioni. «Andrò avanti? Se ce la farò, sì», ha detto la vedova ai giornalisti davanti alla villa, prima di partire alla volta di Roma per incontrare il suo avvocato. «Non posso dare consigli a nessuno, semmai ne avrei bisogno io», ha poi detto, chiedendo un po’ di tranquillità. RIPRODUZIONE RISERVATA.
gianni santamaria
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