Pensionato suicida, s’ indaga per truffa
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fonte:
- Gazzetta di Parma
ROMA II Si indaga anche per truffa nel caso del pensionato di Civitavecchia che si è ucciso dopo aver perso i suoi risparmi – oltre 100 mila euro – nell’ azzeramento delle obbligazioni subordinate e delle azioni di Banca Etruria. Il Nucleo speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza ha perquisito la sede dell’ istituto nella cittadina laziale, alla ricerca dei documenti riguardanti la posizione di Luigino D’ Angelo, suicidatosi il 28 novembre. L’ ipotesi di reato di truffa – che si aggiunge a quella di istigazione al suicidio – è concentrata sul «profilo finanziario di rischio» dellavittima. Il magistrato intende verificare se qualche dipendente della banca abbia ingannato D’ Angelo – pensionato e pertanto persona con bassa pro pensione al rischio – modificando il suo profilo per indurlo a comprare (cosa che D’ Angela ha fatto) obbligazioni subordinate per 90 mila euro e azioni per circa 20 mila euro, strumenti finanziari entrambi con alto livello di rischio. Al momento l’ inchiesta della procura di Civitavecchia è senza indagati. Da fonti attendibili, tuttavia, è emerso che D’ Angelo – il quale aveva altri depositi per 190 mila euro, oltre alla proprietà di un immobile – avrebbe avuto contatti in banca con un ex dipendente dell’ Etruria, sul conto del quale pende un altro procedimento penale per fatti diversi. I finanzieri del Nucleo Speciale Valutario, accompagnati dalla pm, hanno portato via il fascicolo con il percorso degli investimenti di D’ Angelo, dal primo rapporto con Banca Etruria fino al suicidio. Il pensionato avevaacquistato i titoli subordinati a inizio 2013: non era riuscito ad ottenere la restituzione del denaro e, saputo di aver perso tutto, il 28 novembre si è ucciso, lasciando una mail di addio alla moglie. «Chiedo scusa a tutti per il mio gesto – ha scritto – non è per i soldi, ma per lo smacco subito». Secondo il Codacons «la questione del profilo di rischio del pensionato è del tutto marginale. Qualunque fosse, infatti – secondo l’ associazione dei consumatori -, le obbligazioni non potevano essere vendute, perché in presenza di una situazione di grave difficoltà dell’ istituto emittente».•
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