PENSIONATO ITALIANO ADERISCI ALLA PIU’ GRANDE AZIONE COLLETTIVA GRATUITA PER MIGLIORARE LA TUA VITA E LA TUA VECCHIAIA!!
PENSIONATO ITALIANO ADERISCI ALLA PIÙ GRANDE AZIONE COLLETTIVA GRATUITA PER MIGLIORARE LA TUA VITA E LA TUA VECCHIAIA
1. Più interventi e servizi sociali a tuo favore (L.328/2000)
2. Più sostegno per gli anziani non autosufficienti (L.328/2000)
3. Agevolazioni nel pagamento delle tasse, delle bollette, dei mutui per i più anziani
4. Una pensione dignitosa e sufficiente a garantire alimentazione, abitazione, cure mediche
5. Pensione minima a 1.500 euro
allora clicca qui
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riempi i campi del form e parteciperai gratuitamente alla class action per i pensionati italiani
STOP ALLA MANOVRA DI MONTI AMMAZZA PENSIONATI!!!
LA CLASS ACTION DEL CODACONS GRATUITA CHIEDE DI RISPETTARE I DIRITTI ACQUISITI SU ANZIANITA’ MATURATA-DIRITTO DI ANDARE IN PENSIONE
NO AL CAMBIAMENTO DELLA NATURA DELLE PENSIONI SE NON DA OGGI IN POI
L’ADESIONE ALLA CLASS ACTION ASSOLUTAMENTE GRATUITA (AI SENSI DEGLI ARTT. 1 e 3 DECRETO LEGISLATIVO 20 dicembre 2009, n. 198) PUÒ ESSERE COMPLETATA RIEMPIENDO IL FORMAT COOLEGANDOSI AL SITO SUINDICATO
Chi avesse dubbi e, quindi, volesse maggiori delucidazioni telefonicamente (sulle modalità di adesione e non solo) può chiamare il numero di call center 892.007* , dalle ore 8.00 alle ore 22.00 , dal Lunedi al Venerdi. I nostri operatori vi aiuteranno a completare l’adesione in tempo reale durante la telefonata.
Attraverso il servizio di call center è possibile aderire all’azione.
*Attenzione, però, questo servizio ha un costo (seppur minimo) – CLICCA QUI per sapere il dettaglio dei costi del servizio
FATE SENTIRE LA VOSTRA VOCE, PIÙ SIETE PIÙ CRESCONO LE POSSIBILITÀ DI OTTENERE DAVVERO GIUSTIZIA!
ECCO TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE SU QUESTA NUOVA CLASS ACTION
Il CODACONS lancia la più grande azione di classe (regolata dal D. LGS. 20 dicembre 2009, n. 198)in favore dei pensionati italiani: tartassati e sfortunati. L’obiettivo? Che il governo “sia costretto” ad emanare quegli atti amministrativi, di carattere generale ed obbligatori, idonei a rimuovere gli effetti sfavorevoli dell’inaccettabile sacrificio imposto a tutti i pensionati INPS dall’ultima sconsiderata manovra finanziaria.
Dopo il grande successo ottenuto con i precari della scuola e con le due sentenze del Tar e del Consiglio di Stato – https://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=133197 – che hanno accertato la violazione dell’obbligo del Ministero dell’Istruzione di provvedere all’esercizio di un pubblico potere previsto dalla legge e ordinato alla Gelmini di emettere un atto di programmazione finalizzato a superare i problemi di sovraffollamento nelle aule (va sottolineato che questo nella sostanza ha consentito l’assunzione di 30.000 precari nelle scuole). Parte oggi la nuova class action per tutti i pensionati italiani!
Ecco il presupposto: l’INPS ha confessato (sfacciatamente, aggiungiamo noi) che solo con la recente manovra finanziaria messa sul piatto dall’attuale governo le pensioni SONO DIMUNUITE DEL 20%. Avete capito bene!
Nessuno, però, (né i sindacati dei pensionati né i partiti politici) è insorto per tutelare coloro che per decenni hanno versato i loro contributi all’ente di previdenza nazionale. I pensionati sono i più tartassati in fatto d’interventi anticrisi e ciò è profondamente ingiusto, non si può pensare che siano gli anziani, proprio coloro che hanno già dato il loro prezioso contributo all’economia del nostro Paese, a farsi carico di tutte le difficoltà che anno dopo anno affliggono i nostri conti pubblici.
Pare che dalle nuove misure previdenziali, il governo si attenda risparmi per 420milioni di euro netti nel 2012, che diventeranno 680 nei due anni successivi (solo per effetto del blocco delle rivalutazioni). Che significa? Che dalle tasche di Voi pensionati usciranno circa 4miliardi e mezzo di euro nel prossimo biennio (e, se l’inflazione dovesse salire di più, per esempio se l’indice di rivalutazione arrivasse al 2%, i pensionati vedrebbero complessivamente il proprio potere d’acquisto in calo di 3 miliardi di euro l’anno per i prossimi due anni).
Non c’è tempo da perdere, stanno già mettendo le mani nelle Vostre tasche e prima che possiate accorgervene avranno attinto dai risparmi di una vita senza neanche chiedere il permesso e, tantomeno, ringraziarvi!
Occorre agire subito per ottenere gli atti obbligatori e generali imposti dalla legge a tutela dei diritti e delle legittime aspettative dei pensionati italiani cui viene accollato, con grave sproporzione, l’enorme sacrificio finanziario imposto dalla manovra finanziaria. L’ordinamento italiano e comunitario prevedono una serie di norme che garantiscono questo e siamo intenzionati a farle applicare a tutti i costi.
Con la nostra class action ci proponiamo di farVi ottenere:
· L’attuazione degli artt. 15, 17 e 18 della L.328/2000 che impone al Governo di predisporre “ ogni tre anni il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali (di seguito denominato “Piano nazionale”) tenendo conto delle risorse finanziarie e delle risorse ordinarie già destinate alla spesa sociale dagli enti locali. Il Piano nazionale indica, infatti, “ … gli indirizzi per la predisposizione di interventi e servizi sociali per le persone anziane” e […] “gli indirizzi per la predisposizione di programmi integrati per obiettivi di tutela e qualità della vita rivolti ai minori, ai giovani e agli anziani”.
· Dare attuazione, inoltre, attraverso l’emissione di atti generali e obbligatori all’art. 15. della L.328/2000 titolato “Sostegno domiciliare per le persone anziane non autosufficienti” (“1. Ferme restando le competenze del Servizio sanitario nazionale in materia di prevenzione, cura e riabilitazione, per le patologie acute e croniche, particolarmente per i soggetti non autosufficienti, nell’ambito del Fondo nazionale per le politiche sociali il Ministro per la solidarietà sociale, con proprio decreto, emanato di concerto con i Ministri della sanità e per le pari opportunità, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, determina annualmente la quota da riservare ai servizi a favore delle persone anziane non autosufficienti, per favorirne l’autonomia e sostenere il nucleo familiare nell’assistenza domiciliare alle persone anziane che ne fanno richiesta.2. Il Ministro per la solidarietà sociale, con il medesimo decreto di cui al comma 1, stabilisce annualmente le modalità di ripartizione dei finanziamenti in base a criteri ponderati per quantità di popolazione, classi di età e incidenza degli anziani, valutando altresì la posizione delle regioni e delle province autonome in rapporto ad indicatori nazionali di non autosufficienza e di reddito. In sede di prima applicazione della presente legge, il decreto di cui al comma 1 è emanato entro novanta giorni dalla data della sua entrata in vigore.3. Una quota dei finanziamenti di cui al comma 1 è riservata ad investimenti e progetti integrati tra assistenza e sanità, realizzati in rete con azioni e programmi coordinati tra soggetti pubblici e privati, volti a sostenere e a favorire l’autonomia delle persone anziane e la loro permanenza nell’ambiente familiare secondo gli indirizzi indicati dalla presente legge. In sede di prima applicazione della presente legge le risorse individuate ai sensi del comma 1 sono finalizzate al potenziamento delle attività di assistenza domiciliare integrata.4. Entro il 30 giugno di ogni anno le regioni destinatarie dei finanziamenti di cui al comma 1 trasmettono una relazione al Ministro per la solidarietà sociale e al Ministro della sanità in cui espongono lo stato di attuazione degli interventi e gli obiettivi conseguiti nelle attività svolte ai sensi del presente articolo, formulando anche eventuali proposte per interventi innovativi. Qualora una o più regioni non provvedano all’impegno contabile delle quote di competenza entro i tempi indicati nel riparto di cui al comma 2, il Ministro per la solidarietà sociale, di concerto con il Ministro della sanità, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, provvede alla rideterminazione e riassegnazione dei finanziamenti alle regioni”).
· La disposizione di un sistema integrato di interventi fiscali e servizi sociali fondato sulla tutela della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali. L’emissione, pertanto, a questo fine di tutti gli atti generali per assicurare agevolazioni fiscali, rateizzazioni, predisporre gli interventi adeguati alle esigenze dei pensionati e delle spese che sono chiamati a sostenere (predisponendo gli interventi anche a sostegno delle famiglie che abbiano uno o più anziani nel proprio nucleo). Dare attuazione, così, alla norma precettiva contenuta nell’art.53 della Costituzione ed individuare un criterio che concili le esigenze finanziarie dello Stato con quelle del cittadino chiamato a contribuire ai bisogni della vita collettiva.
Il nostro ordinamento ha un concetto cardine, quello della capacità contributiva, che rappresenta l’idoneità economica dell’individuo a concorrere alle spese pubbliche, la quale si esprime attraverso indici economicamente valutabili, quali un patrimonio, un reddito, una spesa per consumi o investimenti, fenomeni, cioè, sempre suscettibili di valutazione economica. Sarebbero pertanto incostituzionali tutte quelle norme che colpiscano fenomeni diversi non suscettibili di una tale valutazione, per esempio imposte che incidano lo stato civile di una persona, e costringere a lavorare fino a 70 anni non è poco!! Ma anche illegittimo e incostituzionale appare l’aver congelato il trattamento di fine rapporto di tutti i pensionati italiani che avevano la legittima aspettativa di incassarlo sin da subito.
La Corte, con la sentenza numero 45 del 1964 ha stabilito che: “Per capacità contributiva si deve intendere l’idoneità economica del contribuente a corrispondere la prestazione coattiva imposta”. Lentamente, dunque, viene meno l’originario significato vago ed indeterminato attribuito dagli economisti, per rivelare un concetto importante quale quello di forza economica. Di conseguenza l’articolo 53 della Costituzione cessa di essere una norma meramente programmatica, per diventare una norma precettiva, cioè con efficacia vincolante per il legislatore ordinario (nella nozione di capacità contributiva occorre dunque individuare sia l’elemento solidaristico tutelato dall’art. 2 della Cost., sia l’elemento economico: la capacità contributiva esprime la funzione di garanzia e tutela dei diritti, costituendo un vero e proprio limite costituzionale all’imposizione dei sacrifici patrimoniali che vengono imposti ai consociati devono essere proporzionali alla concreta possibilità del singolo di potersi privare di una parte della propria ricchezza per metterla a disposizione della collettività, dopo aver soddisfatto i suoi bisogni essenziali). Un reddito minimo non può in alcun modo essere considerato un indice di capacità contributiva, per cui lede l’art. 53 Cost. ogni imposizione di sacrificio “contributivo” che possa incidere su tale minimo.
Il sacrificio imposto ai pensionati deve rispettare quanto previsto dall’art. 53, collegandolo sinergicamente agli altri principi garantiti dalla Costituzione, fra i quali, in particolare, il diritto alla salute ex art. 32 Cost.
La Corte Costituzionale, con la sentenza 134 del 1982, stabilì, in tema di detraibilità delle spese mediche dal reddito imponibile, che tale detrazione non può essere generale ed illimitata, ma va concretata e commisurata dal legislatore ordinario secondo un criterio, ripetiamo, che concili le esigenze finanziarie dello Stato con quelle del cittadino chiamato a contribuire ai bisogni della vita collettiva
· Ispirandosi ai principi della Costituzione, della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, della Carta sociale europea e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, la programmazione e la realizzazione di un sistema organico di interventi e servizi sociali, che si attui con il concorso delle istituzioni pubbliche e delle formazioni sociali, attraverso l’integrazione degli interventi e servizi sociali, sanitari, delle politiche abitative emettendo tutti gli atti obbligatori e generali di attuazione degli artt. 22 e 25 della Carte dai diritti dell’uomo, che come noto impongono che “ Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà”.
DOBBIAMO ALZARE LA VOCE TUTTI INSIEME, VOI PENSIONATI PER PRIMI! SOLO COSÌ POTREMO OTTENERE QUESTI RISULTATI E, CI AUGURIAMO, MOLTO ALTRO ANCORA PER TUTELARVI.
LA CLASS ACTION, COME SICURAMENTE GIÀ SAPRETE, NON SERVE A FAR OTTENERE RISARCIMENTI IN DANARO AI SINGOLI, MA A FAR SÌ CHE IL GIUDICE ORDINI AL GOVERNO DI ADOTTARE TUTTI I PROVVEDIMENTI GENERALI A FAVORE DEI PENSINATI.
Riassumendo, chiediamo che venga disposto un sistema integrato di interventi fiscali e servizi sociali fondato sulla tutela della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali che poggi sulle norme costituzionali cardine del nostro intero ordinamento.
UN SISTEMA CHE RIESCA A RIEQUILIBRARE LA PERDITA, ANCHE ECONOMICA, CHE I PENSIONATI SUBIRANNO IN SEGUITO ALLA MANOVRA FINANZIARIA.
Soltanto così sarà data attuazione alla volontà dei costituenti: “… Non si può negare che il cittadino, prima di essere chiamato a corrispondere una quota parte della sua ricchezza allo Stato, per la soddisfazione dei bisogni pubblici, deve soddisfare i bisogni elementari di vita suoi propri e di coloro ai quali, per obbligo morale e giuridico, deve provvedere…” (Sed. Ass. Cost. 23/05/1947).
L’ADESIONE ALLA CLASS ACTION ASSOLUTAMENTE GRATUITA (AI SENSI DEGLI ARTT. 1 e 3 DECRETO LEGISLATIVO 20 dicembre 2009, n. 198) PUÒ ESSERE COMPLETATA RIEMPIENDO IL FORMAT COOLEGANDOSI AL SITO
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Chi avesse dubbi e, quindi, volesse maggiori delucidazioni telefonicamente (sulle modalità di adesione e non solo) può chiamare il numero di call center 892.007* , dalle ore 9.00 alle ore 19.00 , dal Lunedi al Venerdi. I nostri operatori vi aiuteranno a completare l’adesione in tempo reale durante la telefonata.
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Tags: pensionati, pensioni
