31 Maggio 2015

Pensionato batte lo Stato in tribunale Altro che bonus: avrà tutto il rimborso

Pensionato batte lo Stato in tribunale Altro che bonus: avrà tutto il rimborso

accolto il ricorso presentato subito dopo la sentenza della consulta.
Nino Femiani NAPOLI UNA VERA e propria grandinata. È quella che rischia di scatenarsi sulle casse malconce dello Stato che aveva dovuto provvedere alla pronuncia della Consulta sulle pensioni congelate’ da Monti e Fornero, spendendo l’ intero tesoretto di due miliardi messo da parte dal ministro Padoan. Ora si è aperta, a Napoli, una falla che rischia di far colare a picco la barca dei conti Inps. Una piccola crepa, di poco più di 3.000 euro, che può produrre una rincorsa dei pensionati Inps che avevano visto le loro indennità tagliate per tre anni. È successo che, prima che venisse annunciato il bonus Poletti’ ( una tantum che sarà pagata a un platea limitata dal primo agosto), un pensionato delle Poste di 82 anni ha chiesto alla sezione lavoro del tribunale di Napoli di riconoscergli l’ intero arretrato, alla luce del blocco delle indicizzazioni disposto dalla Corte Costituzionale. E IL 29 MAGGIO, il giudice del lavoro ha accolto il ricorso dell’ avvocato Vincenzo Ferrò (presidente dell’ associazione ConcilMed) e ha disposto che l’ Inps paghi al pensionato 3.074 euro a titolo di arretrati. «Ho depositato il ricorso il 13 maggio racconta il giuslavorista Ferrò , cinque giorni prima che il governo adottasse il decreto. Ma il provvedimento del magistrato, arrivato il 29 maggio, teneva già in conto il decreto del governo. Quindi se il giudice ha disposto l’ integrale risarcimento è segno che lo ritiene non conforme alla sentenza della Consulta». Non la pensa così il Ministero del Lavoro, che, ieri, in una nota, ha ribadito quanto già detto dal titolare del dicastero, Giuliano Poletti, nei giorni scorsi: i ricorsi sono legittimi, «ma dovranno tenere conto del decreto del governo». L’ esecutivo, del resto, ritiene di aver pienamente ottemperato alle disposizioni della Consulta, che contestava la mancata progressività e la durata del blocco. ORA SI apre una fase nuova. Ferrò notificherà il primo giugno il decreto ingiuntivo all’ Inps. «L’ istituto avrà due strade spiega il legale . La prima: entro 40 giorni fa opposizione, spiegando le sue motivazioni. La seconda: paga». In ogni caso, sono già pronti altri ricorsi: «Molti mi hanno già telefonato, questo è solo la prima di una serie di azioni volte a ottenere il riconoscimento del diritto alla rivalutazione delle pensioni», conferma Ferrò. Esultano i consumatori del Codacons: «È una decisione importantissima, che avalla la nostra class action, alla quale hanno già aderito oltre 5.000 pensionati attraverso l’ invio di una diffida all’ Inps e al Ministero del lavoro spiega il presidente Carlo Rienzi . Se non saranno restituiti integralmente i soldi, scatteranno migliaia di ricorsi che potranno contare sul precedente di Napoli».
 

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