Pensionati senza rimborsi Ora sperano nel governo
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fonte:
- La Nuova Ferrara
erano 1.500 ferraresi che contavano nello sblocco degli arretrati 2012-2015 la cisl: da gennaio tornano le rivalutazioni. il codacons insiste con strasburgo
La bocciatura da parte della Corte europea dei diritti dell’ uomo del ricorso di oltre diecimila pensionati contro il blocco delle indicizzazioni toglie in sostanza anche l’ ultima speranza di poter recuperare i soldi non incassati nel periodo 2012-2015. Illusione, più che speranza, secondo la Fnp-Cisl di Ferrara, che aveva consigliato i suoi iscritti di non seguire la strada di Strasburgo, «che sarebbe risultato eccessivamente oneroso», limitandosi ad una raccomandata per bloccare i termini di prescrizione. Ora l’ attenzione di tutti i pensionati rimasti intrappolati nel blocco delle indicizzazioni è rivolta all’ 1 gennaio 2019, per verificare se le promesse del governo Renzi saranno mantenute dall’ esecutivo giallo-verde.raccomandateLa vicenda riguarda tutti i pensionati con l’ assegno mensile che supera i 1.500 euro lordi, parecchie migliaia in provincia di Ferrara. Il governo Monti decise nel 2011 di non concedere più l’ adeguamento automatico al costo della vita a queste pensioni, e la decisione ha resistito a tutti i gradi di giudizio nazionali, compreso quello della Corte costituzionale del 2015. A quel punto è scattato il ricorso di massa alla corte di Strasburgo, promosso da uno studio legale fiorentino, che nei giorni scorsi è stata appunto respinta definitivamente. «Sono oltre 1.500 i nostri iscritti che hanno inviato la raccomandata di per bloccare i termini della prescrizione, senza aderire al ricorso – spiega Rosaria Presta,segretaria organizzativa della Cisl pensionati di Ferrara – Anche loro hanno perso ogni possibilità di ottenere gli arretrati delle mancate indicizzazioni, per i 48 mesi di blocco». Si tratta di cifre che partono da una base vicina al migliaio di euro, e vanno a crescere man mano che sale l’ importo dell’ assegno mensile oltre i 1.500 euro lordi.Nuove speranzeQuesti pensionati restano ora appesi al filo dell’ accordo del 28 settembre 2016, che introduceva un nuovo metodo di calcolo delle perequazioni, a partire dall’ 1 gennaio 2019. «In pratica – è sempre Presta a parlare – a partire da quella data verranno eliminati tutti i blocchi, e si tornerà ad applicare le rivaluzioni degli assegni in base al costo della vita. La novità è che la base di calcolo non sarà la pensione in essere, ma il montante che avrebbe dovuto maturare in caso il blocco non fosse mai esistito». In sostanza, la rivalutazione sarà applicata sull’ assegno reale aumentato della quota degli arretrati, mai arrivati ai pensionati.Codacons incalzaChi non vuole ancora mettere una pietra sopra la questione aperta dal decreto Poletti è il Codacons, che ha appoggiato la class action di Strasburgo. Secondo il presidente dell’ assocazione dei consumatori, Carlo Rienzi, « la battaglia non è ancora conclusa: dinanzi la Corte europea dei diritti dell’ uomo pende infatti un altro ricorso del Codacons contro la riforma del meccanismo di perequazione delle pensioni. Faremo di tutto per dimostrare alla Corte che il decreto è sbagliato, illegittimo e ingiustamente discriminatorio per i pensionati italiani». Ma questo è un capitolo ancora da scrivere. –Stefano Ciervo BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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