25 Aprile 2012

Pensionati e poveri, parte il conto corrente a costo zero

Pensionati e poveri, parte il conto corrente a costo zero

Luca Cifoni Roma. Un conto di base, anzi due, per risolvere il problema dei pensionati che presto non potranno più incassare in contanti il proprio assegno, ma più in generale per avvicinare gli italiani che ancora non ne fanno uso ai mezzi di pagamento elettronico. Ora è operativa la convenzione tra Tesoro, Banca d’ Italia, banche e istituti di pagamento; a giugno i due nuovi strumenti dovrebbero essere realtà. L’ accordo nasce da quanto previsto dal decreto salva-Italia e dal successivo provvedimento in materia di liberalizzazioni che stabilivano rispettivamente la creazione di un modello di conto corrente o di pagamento di base e l’ istituzione di uno specifico conto con caratteristiche gratuite destinato ai pensionati con un reddito non superiore a 1500 euro l’ anno. Entrambe queste soluzioni sono state ora formalizzate: ieri le hanno presentate il viceministro dell’ Economia Grilli, il direttore generale della Banca d’ Italia Saccomanni, il presidente dell’ Abi Mussari e Pimpinella, presidente dell’ Associazione italiana istituti di pagamento. Le banche e Poste italiane, dal mese di giugno, offriranno il conto di tipo A, riservato a coloro che hanno un Isee inferiore ai 7.500 euro e quello di tipo B, pensato invece per chi ha reddito da pensione fino a 1.500 euro mensili. Il primo prevede l’ esenzione dal pagamento del bollo, che ammonta a 34 euro l’ anno, e la gratuità di una serie di operazioni tra cui il prelievo bancomat (in modo illimitato presso lo stesso gruppo bancario, fino a 12 agli sportelli di altri istituti), tutte le operazioni di addebito, 36 bonifici ricevuti tra cui quelli per l’ accredito di stipendio o pensione, 18 pagamenti con bonifico, 12 versamenti di contanti o assegni e l’ uso illimitato della carta di debito. Per il tipo B invece, sempre gratuito ma sottoposto all’ applicazione del bollo non c’ è limite per i bonifici ricevuti, per il prelievo bancomat presso lo stessi gruppo bancario e l’ uso della carta di debito. L’ accesso al conto di base di tipo A sarà possibile a tutti, anche a chi è già cliente di una banca, che potrà quindi passare con poche formalità dal precedente strumento a questo. L’ offerta vale anche per chi supera il limite Isee: in questo caso gli istituti bancari si impegnano a chiedere un canone annuale omnicomprensivo «ragionevole». La platea potenziale è vasta: come ha ricordato Saccomanni, in Italia nel 2011 sono state effettuate 50 operazioni di pagamento elettronico pro capite contro una media di 168 nell’ area euro. I pensionati che non dispongono di un conto corrente postale o bancario sono sulla carta 850 mila, anche se sembra che il numero si sia sensibilmente ridotto proprio nelle ultime settimane grazie allo sforzo di sensibilizzazione da parte dell’ Inps. Ieri un’ altra novità in materia di conti correnti è arrivata ieri dal Senato. Al decreto che ripristinava le commissioni bancarie per lo scoperto è stato aggiunto un emendamento con il quale la penalità è esclusa per i piccoli sconfinamenti occasionali delle famiglie, con il limite temporale di sette giorni e quello quantitativo di 500 euro. Al Codacons però il conto base non piace. «Più che un regalo ai pensionati e ai più poveri sembra un regalo alle banche» dice il presidente Carlo Rienzi. «Il conto viene presentato come gratuito, ma poi si scopre che i prelievi allo sportello e i bonifici eseguiti sono limitati a 6. E per tutti gli altri prelievi agli sportelli e bonifici quale sarà il costo a carico degli utenti che apriranno il conto? E quali i costi relativi ad operazioni non specificate, come ad esempio i bonifici all’ estero?». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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