Pensionati, corsa a ostacoli per trovare il Cud online
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fonte:
- La Stampa
Il web sconosciuto La maggior parte degli anziani ha accolto con smarrimento la novità del Cud da procurarsi esclusiva- mente per via tele- matica La legge di Stabilità 2013 prevede che gli enti previdenziali non inviino più il Cud ai pensionati in formato cartaceo. E’ la novità di quest’ anno che sta creando non poche difficoltà a molte persone alle prese con la dichiarazione dei redditi e la caccia al Cud. Va detto che la vecchia strada è ancora accessibile. Non è stata infatti del tutto sbarrata. Basta che il cittadino ne faccia specifica richiesta, vale a dire che chieda esplicitamente che gli venga inviato il Cud a casa. In che modo? Deve chiamare il Contact Center specifico, questo si può raggiungere in tre differenti modi: telefonando al numero 803.164 (gratuito da rete fissa), al numero 06.164164 (a pagamento da cellulare) o al numero verde 800 434320 (raggiungibile solo da rete fissa). Basta telefonare a uno di questi operatori e chiedere l’ invio a casa del proprio certificato reddituale. Sembra una procedura semplice, eppure il Codacons ha già ricevuto diverse lamentele da pensionati spazientiti e innervositi. Cosa è successo? Al numero 800 434320 c’ è una procedura automatica, dove una volta su due non capiscono i dati forniti. Al numero 803.164 se si sceglie l’ opzione Cud si è rinviati nuovamente alla famosa voce elettronica. Per parlare con un essere umano ci si deve armare di pazienza e perdersi in una giungla di ben 5 sventagliate di opzioni che cominciano dalla scelta della lingua: 1 per italiano, 2 servizi Inps, 1 per servizi al cittadino, 1 pensioni, 9 per arrivare parlante con un operatore. Peccato che, spesso, dopo essere arrivati alla meta e aver atteso a lungo, una voce annunci che «gli operatori sono al momento non disponibili, la preghiamo di richiamare più tardi». Questa era la via più facile. Quella per gli amanti dell’ avventura passa per Internet, uno strumento che ha semplificato la vita a molti. Non in questo caso però. Sul sito dell’ Inps, infatti, manca un link diretto che consente di scaricare subito il Cud e semplificare la vita a molti. Il percorso è tortuoso assai, dalla home page bisogna cliccare su “Servizi per il cittadino”. A quel punto è necessario inserire il codice fiscale ed il Pin (che molti non hanno più quindi è necessario la caccia al Pin). Una volta ottenuto il nuovo Pin bisogna selezionare il link «Fascicolo previdenziale del cittadino» e da qui bisogna poi cliccare nell’ elenco di sinistra sull’ espressione «Modelli» e a quel punto si apre finalmente un elenco di Cud, tra i quali il «Cud unificato (dal 2013)». Strade alternative? E’ possibile chiedere l’ invio del Cud via mail alla propria casella di posta. Ma anche qui gli ostacoli non mancano, bisogna infatti inviare una mail all’ indirizzo [email protected] . Ma l’ invio deve avvenire da un indirizzo di posta elettronica certificata Cec-Pac. Quanti tra i pensionati possiedono una casella di posta elettronica così sofisticata? Per trovare la risposta basta guardare le code di anziani che si vedono in questi settimane alle poste o agli uffici dell’ Inps o, ancora, ai centri di assistenza fiscale (Caf). Alla fine le strade più facili per arrivare al Cud sono quelle del vecchio sportello. Da quello dell’ Inps, con coda. A quello dei Caf, che attraverso procedura interna accedono ai dati del pensionato. E infine le Poste che però sono a pagamento (Il costo è di 2,70). Si può telefonare per averlo a casa, ma una valanga di proteste rivela che il sistema non funziona.
milano [s. ric.]
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